Crocchette di mare ai mirtilli rossi

8 lug

Accendere il forno in estate? Ma scherzi? Sicuramente sarà questa la reazione di molti. A dirla tutta, qui a Milano la bella stagione non è ancora ben definita (per usare un eufemismo). Intanto, in attesa che cessino queste piogge “tropicali”, ho acceso il forno per preparare delle sfiziose crocchette a base di merluzzo e mirtilli rossi.

 

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Crocchette di mare ai mirtilli rossi

 Ingredienti

200 gr di fiori di merluzzo, 80 gr. di caprino fresco (o robiola), un uovo, 3 cucchiai di pan grattato, sale, pepe, la buccia grattugiata di un limone non trattato, 1 cucchiaio di mirtilli rossi essiccati Ventura.

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Procedimento

Lessare, per pochi minuti, i fiori di merluzzo in acqua leggermente salata. Farli raffreddare e sminuzzare bene il pesce. Amalgamare il caprino, aggiungere il pangrattato, l’uovo, la buccia grattugiata del limone, il pepe, il sale e i mirtilli rossi “cranberry” essiccati. Dopo aver impastato bene il tutto (con le mani o con una forchetta), se il composto sembrerà eccessivamente umido, aggiungere ancora un po’ di pangrattato.

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Formare delle polpettine (con queste dosi ne ho ricavate circa 15). Passare le crocchette nel pan grattato e porle in una pirofila rivestita con carta da forno, leggermente oliata. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti, girando le crocchette a metà cottura.

 

In Monferrato, oggi Patrimonio Unesco, per #DiVignaInVignetta

4 lug

A lezione da tre donne. Tre cuciniere della provincia di Asti che hanno messo a disposizione dei presenti il loro bagaglio fatto di ricette tradizionali piemontesi. Ad ospitarci, le cucine dell’Icif, la scuola di alta cucina per stranieri, che ha sede nel Castello di Costigliole d’Asti.

Mariuccia, Violetta e Anna

Mariuccia, Violetta e Anna

Alessandra e Anna Bardone del ristorante Del Belbo da Bardon di San Marzano Oliveto, hanno rivelato i segreti del bonet, il classico dessert piemontese. Gesti lenti e misurati quelli dell’84enne Maria Lovisolo del ristorante Violetta di Calamandrana, che ha preparato l’aspic alla piemontese, ricco e sontuoso.

Lo strepitoso Aspic alla piemontese

Lo strepitoso Aspic alla piemontese

Non potevano mancare i ravioli del plin, quelli con la sfoglia trasparente, di Mariuccia Bologna della trattoria I Bologna di Rocchetta Tanaro. Mentre il pomeriggio è stato impiegato a preparare una marmellata di pere di San Giovanni molto speciale, a cui la chef Marina Ramasso del ristorante del Paluch di Baldissero Torinese ha dato un delizioso tocco alcolico.

Gli agnolotti del plin

Gli agnolotti del plin

Un po’ abbiamo osservato e un po’ abbiamo anche messo le mani in pasta e poi assaggiato tutti i piatti, serviti abbinati ai vini delle Donne del Vino del Piemonte, che hanno festeggiato 25 anni di sodalizio, con la mostra Di vigna in vignetta che racconta in 100 tavole di noti illustratori, il legame tra vino e umorismo.

Alcune esponenti dellassociazione Donne del Vino del Piemonte

Alcune esponenti dell’associazione Donne del Vino del Piemonte

Conoscere direttamente da vicino chi fa questo mestiere da tanti anni è sempre un privilegio, così come essere ospitati direttamente da una donna del vino. Ho trascorso una giornata accanto a Michela Marenco dell’azienda Marenco Vini in alto Monferrato. Sono stata accolta in casa sua con la sua famiglia, tra le sue vigne e in cantina.

Michela Marenco con il suo Brachetto "Pineto"

Michela Marenco con il suo Brachetto “Pineto”

La passione che traspare dai suoi racconti ha una radice profonda e ben piantata in quelle terre, oggi Patrimonio Unesco, e fa capo ad una tradizione familiare, perpetrata attraverso la voglia di fare nuove esperienze. Michela, con le sue sorelle Doretta e Patrizia, accoglie nella cantina storica gli enoappassionati, i curiosi e gli esperti, per degustazioni e visite ai vigneti dell’azienda.

Con Michela tra i vigneti e la cantina della famiglia Marenco

Con Michela tra i vigneti e la cantina della famiglia Marenco

Il Moscato d’Asti Scrapona, aromatico e dalla dolcezza molto equilibrata, è il loro fiore all’occhiello. A fare tutto il resto, la passione e l’emozione di comunicare un territorio ancora troppo poco noto.

Design, cucina e un risotto stellato

13 giu

Osservando da vicino le cucine Bertazzoni, mi sono resa conto del rapporto che intercorre tra design e cucina. Di quanto sia importante che, nella fase di ideazione di certi elettrodomestici, ci sia anche lo zampino di chi li userà nel quotidiano. Nella mia personale ricerca di una cucina nuova, mi sto rendendo conto direttamente di quanto tutto ciò non sia così scontato.

Le cucina Bertazzoni ieri e oggi

Le cucina Bertazzoni ieri e oggi

Questa relazione viene interpretata dal blog Cucinamadein.it, voluto dall’azienda emiliana produttrice di elettrodomestici per la cottura da oltre 130 anni. Un modo per enfatizzare quel made in Italy dedicato agli amanti del design e della cucina, in un mix tra architettura, immagine e parola, grazie al contributo di giornalisti, blogger e imprenditori.

Lo chef Luca Marchini

Lo chef Luca Marchini

La presentazione del blog, è avvenuta durante una divertente “lezione” di cucina con Luca Marchini del ristorante l’Erba del re di Modena. Lo chef stellato, ha pazientemente soddisfatto tutte le curiosità dei presenti su cotture e preparazioni.

Questa è una delle ricette preparate per l’occasione.

Risotto con broccoli, squacquerone e pancetta

Ingredienti: Riso Carnaroli Acquerello invecchiato un anno, broccoli, pancetta, aceto forte, squacquerone, brodo vegetale, sale, olio di oliva extravergine

 

Il risotto con broccoli preparato insieme allo chef Marchini nel temporary showroom Bertazzoni a Milano

Risotto con broccoli cucinato con Luca Marchini nel temporary showroom Bertazzoni a Milano

Procedimento: mondare e lavare i broccoli, sbollentarli in acqua salatissima separando i gambi dai fiori. Rosolarli velocemente e frullarli con del brodo vegetale creando una crema finissima alla quale verrà aggiunto poco olio per emulsionare bene. Riscaldare olio e riso e inserire subito il brodo vegetale, il sale e poca salsa di broccoli. Continuare la cottura e alla fine unire la rimanente salsa di broccoli, aggiustare di sale.

Mettere sul piatto il risotto, sopra lo squacquerone e la pancetta appena scottata in padella e sfumata con l’aceto forte.

Benessere e leggerezza per uno spuntino veloce

4 giu

Mettere insieme leggerezza, gusto e benessere a tavola, non è sempre facile, soprattutto per una merenda o uno spuntino veloce.

Fiorucci ha lanciato Amarsi D+, la nuova linea di salumi ideata per chi cerca di stare attento alla salute e alla propria alimentazione. Si tratta di salumi che hanno un ridotto contenuto di grassi e di sale, non contengono glutine e nemmeno lattosio. C’è il prosciutto cotto, il prosciutto crudo, il salame, la mortadella, il petto di pollo e di tacchino, tutti proposti in diversi formati.

Milano Bahama Mama Fiorucci Amarsi D+

Alla presentazione a Milano, al Bahama Mama Nails Spa, a darci qualche dritta è Eliana Avolio, nutrizionista e blogger  di Bigodino, che ha ideato quattro deliziose ricette. Dei panini adatti per spuntini, merende o pranzi veloci, ma con meno di 200 calorie: “il saporito”, “il greco”, “a modo mio” e “il mediterraneo”.

Ho assaggiato questi salumi e devo dire che ho apprezzato molto il tacchino, per cui vi segnalo la ricetta del panino che lo prevede. Contiene solo 160 calorie!

Milano Bahama Mama Fiorucci Amarsi D+


Il panino greco

30 g di pane bianco tostato
30 g di tacchino a fette Amarsi D+
20 g di formaggio feta
1 foglia di lattuga
1 fetta di pomodoro “cuore di bue”
1 fettina di cipolla bianca

 

*Foto credits: Livio Valerio

 

 

La Griglia di Varrone: quel fuoco gourmet

27 mag

Piccola premessa. Non sono una carnivora convinta. Ovvero, mangio poca, o forse pochissima, carne rossa. Ma quando decido di mangiarla, cerco di sceglierla con attenzione, puntando soprattutto alla qualità, visto che la quantità è ridotta.

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Una delle ultime occasioni in cui ricordo di aver mangiato un’ottima carne è stata all’inaugurazione de La griglia di Varrone a Milano. Il paradiso della carne alla griglia, ideato da Massimo Minutelli e firmato dall’architetto Diego Perusko, dopo le sedi toscane (Lucca e Pisa) è arrivato a due passi da corso Como.

Griglia

La materia prima è selezionata con grande cura, dall’America arriva il Black Angus U.S.A., dall’Asia le carni Giapponesi , la Rubia Gallega dalla Galizia e poi la carne Piemontese, proposta cruda in ben 10 modi diversi. Poi ci sono i salumi. Standing ovation per i Joselito provenienti dalla Spagna e per il Culatello dell’Antica Corte Pallavicina, senza trascurare i salumi di Cinta Senese e l’uovo di Paolo Parisi. Il purè di patate affumicate e le verdure cotte nel forno di Parisi diventano un abbinamento perfetto con la carne.

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Mi sono letteralmente incantata davanti alla scenografica griglia a vista, costruita a mano pezzo per pezzo e alimentata con legna di quercia scelta accuratamente, per consentire la cottura perfetta dei pregiati tagli di carne.

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Insomma, cantina compresa, ci sono tutti i presupposti per definire La Griglia di Varrone un’eccellente esperienza gastronomica.

 

*La foto con Massimo Minutelli davanti alla griglia è di Cristian Parravicini.

I grissini homemade e il quasi hummus ai peperoni

20 mag

Questa ricetta l’ho imparata partecipando ad un laboratorio dello chef Gualtiero Villa di CucinaIn, durante l’ultima edizione di Taste of Milano. Abbiamo preparato dei grissini senza lievitazione, ma con un pizzico di personalità, grazie all’aggiunta di diverse spezie, quelle di Tutte le Spezie del Mondo.

Ho provato a rifarli a casa, apportando qualche piccola modifica alla ricetta originale. Ho sostituito una parte della farina con del farinaccio di riso che mi aveva appena dato da provare Dino Massignani di Riserva San Massimo, l’oasi naturalistica che produce un eccellente riso carnaroli.

Grissini e hummus ai peperoni

Grissini (tirati a mano) all’olio e spezie

Ingredienti

250 g di Farina oo, 50 g di farina di grano saraceno (che ho sostituito con il farinaccio di riso), 9 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 2 g di sale, la punta di un cucchiaino di bicarbonato, spezie (io ho usato un cucchiaino di curry), acqua fredda.

Procedimento

Versare nell’impastatrice (io ho utilizzato una ciotola e ho lavorato a mano) le farine, il sale, le spezie e il bicarbonato. Mescolare un po’. Versare l’olio e poi l’acqua fredda, poco per volta, quanto basta per rendere il composto amalgamato e sodo, ma non asciutto. Trasferire l’impasto su una spianatoia e lavorarlo a mano per due  minuti. Staccare dei pezzetti e arrotolarli fra le mani leggermente unte o direttamente sul piano da lavoro. Ottenere dei grissini di forma sottile e dimensione regolare. A questo punto è possibile aggiungere altre spezie o semi. Poggiare i grissini su una teglia con carta da forno e cuocere a 200° per circa 15 minuti.

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Questi profumatissimi grissini hanno accompagnato il Quasi hummus ai peperoni rossi

Ingredienti

250 gr di ceci, mezzo peperone rosso, un pezzetto d’aglio, un cucchiaino di curcuma, mezzo cucchiaino di peperoncino piccante, 4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, un pizzico di sale, acqua calda.

Procedimento

Dopo aver messo a bagno (in acqua fredda) i ceci per tutta la notte, cuocerli in una pentola (coperti di acqua) per circa due ore, fino a quando saranno teneri. Scolarli, tenendo da parte l’acqua di cottura. Arrostire il peperone, privarlo della pelle e utilizzare la metà necessaria, tagliata a pezzetti.

Inserire tutti gli ingredienti nel bicchiere del mixer e lavorare fino ad ottenere una crema morbida e liscia. Se dovesse sembrare troppo compatta, aggiungere qualche cucchiaio di acqua di cottura dei ceci (ancora calda) e altro olio.

Servire con un giro di olio extra vergine.

Nota: il “vero” hummus mediorientale prevede tra gli ingredienti anche la tahina una crema a base di semi di  sesamo, che non ho inserito in questa ricetta.

Al ristorante Erba Brusca con MiSiedo.com

12 mag

Era da un po’ che volevo provare il ristorante Erba Brusca di Milano, dove in cucina c’è la chef Alice Delcourt. Allora, ho approfittato dell’invito di MiSiedo.com e ho prenotato un tavolo per due, utilizzando il servizio real time di prenotazione tavoli. Con MiSiedo è stato semplice, veloce e soprattutto gratuito.

Ho fatto tutto online: mi sono registrata al sito, ho scelto il ristorante, ho verificato la disponibilità del tavolo, ho prenotato e ottenuto subito la conferma del posto. Arrivata all’Erba Brusca ho solo dato il mio nome all’ingresso e poi mi sono goduta una cena in un luogo al confine tra la campagna e la città, lungo il Naviglio Pavese.

Carte blanche all'Erba Brusca

Carte blanche all’Erba Brusca

Ho deciso di affidarmi ad Alice Delcourt per fare un’esperienza di gusto guidata dalla chef e dal suo staff. Ecco perché ho scelto il menu carte blanche, ovvero, carta bianca. Alice ha proposto quattro portate completamente a sua discrezione. Basta solo segnalare ingredienti non graditi o intolleranze. Al resto, ci pensa lei!

Abbiamo iniziato con un’insalata. Banale? Non direi proprio, soprattutto perché era stata appena raccolta nell’orto che si trova dietro il ristorante e arricchita con spezie e semi di girasole, sesamo e spicchi di arancia pelati a vivo.

Il risotto di Alice Delcourt

Il risotto di Alice Delcourt

A sorpresa è arrivato un uovo pochè accompagnato da asparagi, crema alle acciughe e burro nocciolato. La terza portata è stata la regina: risotto con salsiccia, timo fresco e lamponi. Un gusto bilanciato, delicato e nuovo per quanto mi riguarda. Proverò a rifarlo, chissà…

Poi è arrivato il pre dessert, un bicchierino di crème fraîche con crumble (non ci sono foto perché me lo sono pappato prima di poterlo immortalare!). Il dessert vero e proprio lo abbiamo scelto noi. Curiosità per la caprese con crema al latte e limone e la pavlova con panna al cardamomo e fragole al basilico e aceto balsamico. Una vera goduria!

LInterno dellErba Brusca -  foto di Michele Nastasi tratta dal sito web del ristorante

Interno dell’Erba Brusca – foto di Michele Nastasi tratta dal sito web del ristorante

Ho deciso che all’Erba Brusca ci ritornerò presto, magari a pranzo, per approfittare degli spazi all’aperto e per assaggiare il cous cous per cui Alice è molto apprezzata, tanto da vincere più di un’edizione del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo. E ci tornerò prenotando ancora una volta con MiSiedo.