Bistrot Milano Centrale: di pane, cuccuma e partenze

18 mag

Mi capita spesso di prendere il treno dalla stazione centrale di Milano, che poi non è lontana da casa e spesso è di passaggio. Di solito non amo comprare cibo in questi luoghi, sarà per un retaggio legato a quando le stazioni erano posti infrequentabili, mentre oggi cercano sempre più di assomigliare alle sale di attesa degli aeroporti.

2479

Ora, però, mi viene quasi voglia di andarci apposta per fermarmi al Bistrot Milano Centrale, al piano binari, che amplia e alza il livello dell’offerta food per chi non ha voglia di mangiare pizzette e panini deprimenti.

Autogrill, con la consulenza dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e in particolare dell’ex alunna Annalisa Sivieri, si è impegnata in un progetto che punta a valorizzare il prodotto tipico, le lavorazioni di stampo artigianale, la selezione di prodotti stagionali e il più possibile a km 0.

2544

In questa sorta di grande mercato urbano, accogliente e confortevole, si passa dallo street food con i fritti (patate, mondeghili, alici) alla pasta fresca, dal forno con pane e pizze preparate con lievito madre, alla selezione di formaggi e salumi, per arrivare al wine e beer bar.

Ma c’è anche l’acqua del sindaco e un open market dove fare acquisti prima di partire (prodotti di noti pasticcieri, il riso delle cascine, l’olio ligure, etc.). Sono entrata nei laboratori, ho visto come questa attenzione ai buoni sapori si avvalga anche di tecnologie che rendono possibile la soddisfazione di una vasta clientela di passaggio.

bistrot_pizza

bistrot_pasta

2556

Una delle cose che più mi ha stupita è stata il caffè. Si, perché al Bistrot Milano Centrale, ho bevuto il caffè preparato con la cuccuma, la caffettiera napoletana tanto amata dal grande Eduardo De Filippo. Da napoletana, che vive a Milano, questo particolare mi ha conquistata.

bistrot_caffè

Belle le poltrone di inizio novecento, recuperate e rivestite con tele ricavate da sacchi di juta, come i tavoli realizzati con legni provenienti da parquet di antiche abitazioni. Mi piace questa attenzione al passato che si mescola alla contemporaneità del free Wi-Fi senza password (non sottovaluterei questo aspetto) e degli Ipad a disposizione dei viaggiatori in attesa del treno.

2501

Trovo che ci siano dei bei contrasti, un luogo per antonomasia di passaggio, come la stazione, può diventare e offrire anche un momento che va oltre la sosta veloce e se poi tornando a casa da un viaggio, di sera, avete bisogno di comprare del pane, sapete dove trovarlo (almeno fino alle 21,30).

bistrot_pane

Questo è il pane che ha sfornato Mr News And Foodies, con il lievito madre liquido del 1980, che il Bistrot mi ha regalato dopo aver visitato i laboratori di pasta, pane e pizze. Il lievito è vivo, vegeto e superattivo!

Per ricordare un viaggio: petto di tacchino al latte di cocco e curry con cous cous

13 mag

Il latte di cocco è entrano nella mia dispensa da quando, qualche anno fa, di ritorno da un viaggio in Polinesia Francese avrei voluto portare con me tutti i profumi e i sapori di quella terra meravigliosa. Dal Monoï de Tahiti, il noto olio profumato a base di noce di cocco e fiori di tiaré, al gusto di pietanze marinate o condite con latte di cocco.

Ho preparato un piatto semplice che, attraverso il suo profumo, ha rispolverato i ricordi di un viaggio tanto desiderato.

petto di tacchino al latte di cocco

Petto di tacchino al latte di cocco e curry con cous cous all’olio extravergine di oliva

Ingredienti (per 2 persone)

3 fette di petto di tacchino (300 gr circa), 120 ml di latte di cocco, 180 gr. di cous cous, 1 cucchiaino colmo di curry in polvere, 1 cipollotto, farina, sale e olio evo q.b.

Procedimento

Ho tagliato a pezzettoni tre fette di petto di tacchino e dopo averle infarinate, le ho rosolate in una padella dove avevo imbiondito un cipollotto con un fondo di olio extravergine. Ho aggiunto il latte di cocco, il curry in polvere e ho salato, lasciando cuocere per 7/8 minuti e comunque fino a far restringere un po’ il condimento, a padella coperta.

Intanto, in una ciotola,  ho sgranato bene 180 gr. di cous cous con due cucchiai di olio extravergine di oliva, ho aggiunto acqua bollente e salata fino a coprire i granelli e ho messo un coperchio per 5 minuti (ho seguito le istruzioni indicate sulla confezione del cous cous acquistato).

Questa è l'immagine che avevo postato qualche giorno fa su mio account instagram

Questa è l’immagine che avevo postato qualche giorno fa sul mio account Instagram

Ho sgranato ancora il cous cous, aggiunto del basilico fresco e impiattato con un coppapasta tondo per accompagnanare il petto di tacchino che ha inondato il piatto con il suo sughetto profumato.

Un delizioso piatto unico per due, che chiudendo gli occhi mi ha riportata con la memoria in terre lontane!

A Villa Litta di Lainate: dal vino ai giochi d’acqua

8 mag

Come spesso accade, si va in un posto perché c’è un evento interessante e poi si scopre che quel luogo ha tanto da raccontare e da svelare al di là di ciò che ospita quel giorno. Così è stato per me, quando qualche giorno fa ho partecipato a Vin In Villa, un evento di degustazione di vini italiani, ben organizzato da Agriquality in collaborazione con i sommelier della Fisar.

Villa Litta - esterno e rievocazione storica

Villa Litta – esterno e rievocazione storica

Continua a leggere

Da Nord a Sud, maggio e inizio giugno sono davvero gustosi

2 mag

Sarebbe davvero bello lasciarsi trasportare dal gusto e percorrere l’Italia da Nord a Sud, durante il mese di maggio, tra gli eventi dedicati al buon bere e al buon cibo. Gli appuntamenti sono tanti e qui proverò a sintetizzare, creando un’ideale agenda per foodies. Insomma, qualche spunto da approfondire…

birra artigianale

Continua a leggere

Quando la provola e il radicchio si tuffano nei calamari

29 apr

Provola, radicchio e porro, un tris di ingredienti che non lascia indifferenti! La ricetta mi è venuta in mente parlando di vela con mia sorella, che mi ha raccontato di quando la prepara (senza porro) ai suoi clienti in barca, con a disposizione una micro cucina, cullata dalle onde del mare. Il piatto è gustosissimo sia caldo, sfornato per un secondo sostanzioso, che tiepido, come antipasto da condividere prima di proseguire il pranzo o la cena.

DSCN3197_ok

Calamari ripieni di radicchio e provola

Ingredienti

Tre calamari medi, un cespo di radicchio rosso (tondo, tipo Chioggia), un porro (o in alternativa due cipollotti freschi) olio evo, sale, pepe q.b.,  200 gr. di provola (o in alternativa scamorza affumicata), due cucchiai di pane grattugiato.

DSCN3201_ok

Procedimento

Il mio pescivendolo, ha pulito per bene le seppie, io le ho sciacquate a dovere e le ho asciugate. Nel frattempo ho tagliato il porro a rondelle e il radicchio a striscioline (dopo averlo lavato) e li ho fatti stufare con un po’ di olio evo in una padella, fino a quando non sono risultati morbidi. Li ho regolati di sale e pepe e trasferiti in una ciotola, in attesa che intiepidissero. Ho tagliato la provola a piccoli pezzetti e l’ho aggiunta al radicchio insieme ad una leggera spolverata di pane grattugiato.

DSCN3212_ok

Ho riempito i calamari con questo composto, chiudendo l’estremità con uno stuzzicadente. Li ho messi in una pirofila insieme ai loro tentacoli, un giro di olio, sale e pepe (ricordare che il ripieno è già salato e condito) e infornato (a forno caldo) per circa 25 minuti, avendo cura di controllare la cottura, girando i calamari. Io li ho serviti tagliati a fette come antipasto (per 4 persone).

Aperisfizio: prima la lezione, poi la degustazione

23 apr

C’è sempre bisogno di suggerimenti sfiziosi per preparare un aperitivo. Sembra facile, ma in molte occasioni è la fantasia a dare spunti appetitosi. Così, ho partecipato alla lezione di Aperisfizio tenuta da Sonia Peronaci in collaborazione con la Bottega di Olivia&Marino. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare un ingrediente legato ai sapori della propria infanzia. Io ho segnalato il provoloncino di Sorrento, che mio nonno comprava apposta per me e di cui ero molto ghiotta.

20130416_190714

Continua a leggere

Con 7gr. per caffè e cappuccini creativi

19 apr

Non credevo fosse una vera e propria arte, confesso la mia ignoranza. Ma quando l’ho scoperta ne sono rimasta affascinata, rapita, conquistata. Durante il Fuori Salone del Mobile a Milano, si sono susseguiti molti eventi in cui il cibo ha incontrato il design, in molte occasioni il caffè è stato protagonista. E questa è una di quelle. Parlo della performance di Chiara Bergonzi, giovane piacentina, campionessa delle ultime due edizioni nazionali di Latte Art.

chiara_latteart

Alla Design Library di Milano, ho scoperto grazie a 7Gr., il caffè delle splendide sorelle Mauro, che decorare un cappuccino con un fiore, un orsetto, un pesciolino o un leone è frutto di un lungo periodo di apprendimento e pratica. Il segreto è lavorare di polso nel versare la densa schiuma di latte nella tazza, con movimenti ritmici e precisi. Ma sono anche importanti la qualità del caffè e del latte utilizzato

latteart

Così si materializza il disegno e in alcuni casi aiutati anche da un ferretto, si definisce la figura desiderata che porterà un sorriso e tanto stupore a chi è in attesa del proprio cappuccino.

Io ho bevuto un bellissimo fiore, ma non mi sono accontentata e ho immortalato i disegni cremosi sulle tazze dei miei vicini di bancone.

latteart2

In bocca al lupo a Chiara, che in giugno rappresenterà l’Italia alla World Latte Art Championship che si terrà a Nizza.