Archivio | giugno, 2012

Birre artigianali e riso carnaroli in puro veggie style

28 Giu

Birra artigianale, riso Carnaroli, un tocco veggie e l’aperitivo diventa un appuntamento ricco di sorprese e decisamente non convenzionale al The Hub Hotel di Milano. L’evento, organizzato qualche sera fa, dall’infaticabile Carlo Vischi ha visto protagonista il Birrificio Indipendente Elav, di Comun Nuovo (provincia di Bergamo). Celtic, Indie, Grunge, Techno e Progressive Barley Wine,  queste le birre della serie “musicale”, che hanno accompagnato i piatti creati da una chef d’eccezione, la blogger Irene Binaghi di Cucina Senza Senza.

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Dessert fresco e goloso: cestini con yogurt greco e piccoli frutti

26 Giu

La voglia di dolce è spesso in agguato e quando fa caldo l’ideale è creare qualcosa di fresco e veloce, ma non troppo pesante. Non ricordo dove ho letto la ricetta di questo dessert (ideale anche a merenda), probabilmente in una delle tante riviste che sfoglio più o meno distrattamente, ma che a quanto pare lasciano il segno…

Quindi, vado a memoria e vi dico che, per 4 cestini ai piccoli frutti, ho utilizzato:

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A proposito di frigo… i consigli dell’esperto per conservare al meglio i cibi quando in giro c’è “Scipione”

25 Giu
Carolina Biotti è alla guida del team Food Preservation di Whirlpool

Carolina Biotti è alla guida del team Food Preservation di Whirlpool

Con il caldo estivo ci troviamo tutti a combattere anche con la corretta conservazione dei cibi nel frigo. Ecco qualche utile suggerimento di Carolina Biotti, leader del team dei tecnologi alimentari “Food preservation” di Whirlpool, che spiega come gestire al meglio i cibi nei giorni segnati dall’arrivo del grande caldo. «Abbassare la temperatura di un grado non basta: bisogna anche considerare la disposizione degli alimenti nell’ambiente frigorifero, l’umidità e la composizione dell’aria».«Ogni alimento ha la sua temperatura di conservazione, quindi il suo posto in frigo. Dal basso verso l’alto la sistemazione corretta prevede a 0°C quelli di origine animale che presentano una forte componente proteica (come carne e pesce); a 2°C i frutti invernali (mela, kiwi) e i vegetali a foglie; a 4°C i latticini, le uova e i cibi confezionati; a 7-8°C i frutti tropicali».

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Una guida per scegliere la migliore pizza a Napoli e in Campania

21 Giu

“Mai una pizza è uguale all’altra” lo afferma Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino di Napoli e del seguitissimo blog www.lucianopignataro.it, nella prefazione alla prima Guida alle Migliori Pizzerie di Napoli e della Campania, curata dalla giornalista e blogger, Monica Piscitelli. Dopo l’App per iPad e iPhone uscita l’estate scorsa, la giornalista ha messo nero su bianco una selezione di pizzerie: 204 pagine, 60 locali, una breve storia e il glossario del Pizzajuolo scitto in collaborazione con Raffaele Bracale.

La guida è in formato pocket, da tenere in tasca o in borsa. E’ un utile vademecum di facile consultazione, soprattutto se vi trovate a Napoli e dintorni per pochi giorni e volete sapere immediatamente dove gustare la Vera Pizza Napoletana. In effetti, il volumetto si rivela prezioso anche per chi crede di sapere quale sia la migliore pizza della città, proprio perchè è frutto di un lungo lavoro di valutazione.

Ogni scheda ha l’anagrafica completa, una breve storia del locale, l’indicazione delle specialità e un giudizio sulla pizza, l’atmosfera, il servizio, i prezzi, il parcheggio. Molto interessante anche l’aspetto narrativo della guida con le storie delle famiglie di artigiani della pizza. In aggiunta, ci sono anche un po’ di informazioni turistiche sulle bellezze da vedere nelle immediate vicinanze della pizzeria indicata. Monica Piscitelli ha scelto le 10 migliori pizzerie e poi ha identificato le 5 migliori margherite, le 5 migliori pizze ripiene, le 5 migliori marinare e le top 5 pizze creative, aggiungendo alla classifica, le «Best Pizza Fritta» e «Best Pizza a libbretta».

A sostenere il progetto, realizzato dai creativi della agenzia Startmedia di Napoli, hanno partecipato Le Strade della Mozzarella, Molino Quaglia, La Strada del Vino del Vesuvio e l’olio di Villa Dora.

Guida alle migliori pizzerie di Napoli e della Campania
ed. Ippogrifo, euro 10
info@edizionidellippogrifo.it

Cosa c’è nel mio frigo? Una birra e…

19 Giu

Oggi voglio farvi curiosare nel mio frigo, in occasione dell’iniziativa, lanciata da AssoBirra, “Cosa c’è nel tuo frigo? Una birra e…”.

Ho sempre desiderato un frigo colorato, stile anni Cinquanta, importante e scenografico, ma mi accontenterò di quello appena comprato, dalle dimensioni più adeguate alla mia cucina. Lo aspettavamo da un po’ e finalmente è arrivato.

Si, è arrivato il frigo nuovo carico carico di… frutta e verdura freschissime, meglio se comprate al farmer’s market (perché fa tanto salutista), pasta sfoglia, ricotta e parmigiano, per creare torte salate last minute, speck, salumi Igp e formaggi stagionati (perché fa tanto buongustai), uova, burro, latte e yogurt (perché se scatta la voglia di un dolce, non posso farmi trovare impreparata e senza ingredienti freschi!).

E poi tanti limoni, ma quelli belli e profumati per poter condire le insalate e dare freschezza a qualche manicaretto. Nel mio frigo trovano spesso posto anche i souvenir golosi: una marmellata speciale, un pesto artigianale o una bottiglia di limoncello, quello preparato a Napoli dalla mia mamma.

Di certo, ciò che davvero non manca mai, in estate come in inverno, è la  birra. Bionda, of course! A volte anche artigianale, proveniente da micro birrifici. Un paio di bottiglie le tengo sempre in fresco per accompagnare aperitivi e cene, e guai se non c’è quando in tavola arriva la pizza. Insomma, il frigo è pieno, ma non troppo. Di tanto in tanto è bene alleggerirlo un po’, e detto tra noi, è un’ottima scusa per andare a cena fuori.

La campagna di AssoBirra

A quanto pare, agli italiani la birra piace tanto, soprattutto d’estate. Lo conferma la ricerca “Gli Italiani e la birra 2012”, realizzata da ISPO per AssoBirra – l’Associazione nazionale dei produttori della birra e del malto – che quest’anno ha “curiosato” in 1.200 frigoriferi di italiani. Fra le bevande, esclusa l’acqua, la birra è la più presente (37,6% delle preferenze).

La presentazione della campagna avviene oggi  a Milano, alle 11,30 a Cascina Cuccagna. Con Renato Mannheimer (presidente Ispo), Alberto Frausin (Presidente AssoBirra), Desideria Cavina (giornalista), lo chef Bruno Barbieri e la foodblogger e chef a domicilio Sandra Salerno di “Un Tocco di Zenzero”, che proporranno abbinamenti d’autore. Saranno esposte anche alcune foto del progetto “Famiglia che vai, frigo che trovi”, realizzato da Ambra Zeni, che ha raccontato attraverso immagini di frigoriferi, le abitudini alimentari dei principali nuclei familiari italiani: dalla famiglia tradizionale a quella allargata, dalla coppia senza figli al giovane single, dai coinquilini fino alla coppia multietnica.

La birra scorre anche sul web, qui trovate il sito dedicato alla campagna, la pagina Facebook dove chiunque può condividere una fotografia del proprio frigo di casa e di quello che c’è dentro e i 30 foodblogger coinvolti, che con le foto del loro frigo, una ricetta a base di birra o un abbinamento speciale, svelano i propri gusti e abitudini.

Aperitivo: birra chiara e dorata, taralli napoletani e asparagi croccanti

Lo avete capito, adoro la birra, soprattutto quella chiara, fresca e godibile. Per l’occasione, rientrando a Milano da Napoli, ho pensato di portare con me un sacchetto di taralli. Quale abbinamento migliore, con una birra ghiacciata, color oro leggermente velato e dalla schiuma compatta, per un aperitivo improvvisato a casa.

I taralli sono quelli classici napoletani, ‘nzogna e pepe (sugna e pepe). Li ho comprati al tarallificio Leopoldo, uno dei principali produttori di questa delizia partenopea e mio rivenditore di fiducia, che mi ha proposto un formato mini e multigusto. Oltre al tradizionale “pepe e mandorle”, mi sono fatta tentare da “friarielli”, “mais e formaggio” e “olive nere”. Una vera goduria!

Poi, nel frigo avevo degli asparagi, gli ultimi di stagione, li ho sbollentati e recuperato le punte. Li ho infilati in uno stecchino di legno a gruppi di 3/4 e li ho impanati come una cotoletta, passati prima nella farina, poi nell’uovo e nel pangrattato (preparato tostando nel forno del pane raffermo e poi frullato) e fritti in abbondante olio di semi di arachidi. Sgocciolato l’olio in eccesso su carta assorbente, prima di servirli, ovviamente, ho sfilato lo stecchino. Un croccante e sfizioso finger food da abbinare alle fresche bollicine di una “bionda” dissetante!

Il mio primo #MirrorSlurp: Red Hub Chili Peppers!

15 Giu

Finalmente riesco a partecipare ad un evento organizzato da Carlo Vischi a Milano. Al Mirror Lounge&Restaurant del The Hub Hotel, il 14 giugno, è andato in scena il sesto appuntamento a tema del calendario MirrorSlurp, una serata speciale tutta dedicata al peperoncino.

In attesa della cena, tra finger food e stuzzicherie accompagnate da uno spumante Rosè Ca’ Nova, arriva la tanto attesa sorpresa. Un Flash Mob che vede lo staff del The Hub coinvolto in una danza che comincia a movimentare la serata. Qui trovi il video.

In cucina riprendono tutti il proprio posto e fervono i preparativi dei piatti, ora delicati ora piccanti, creati dal Resident Chef Sandro Mesiti e dalla sua brigata, accompagnato per l’occasione da Sara Conforti dell’ Osteria del Vicario di Certaldo (FI).

Arriva in tavola l’amouse bouche preparato da Sandro Mesiti. Un delizioso triangolino croccante di vitello in salsa… “Erotica”. Una piccantezza appena accennata dall’uso di un peperoncino ideale per chi ama i sapori delicati. A seguire, Sara Conforti rilancia con il suo antipasto: tre dialoghetti morali tra la chianina e il peperoncino (crudo di chianina in tre preparazioni diverse).

Il grado di piccantezza del peperoncino aumenta man mano che arrivano le portate successive, ma saggiamente viene suggerito un dosaggio “individuale” offrendo la possibilità di aggiungere o meno, ai piatti, gli intingoli di accompagnamento “very hot”…  E’ il caso dell’insalata di spaghetti Martelli con julienne di verdure di stagione piccanti e blu di pecora, preparata dalla chef dell’Osteria del vicario. Mentre il resident chef propone dei medaglioni di vitello in crosta rosa con purea di melanzane alla menta e trito fresco di Habanero (il mio peperoncino preferito!).

Prima di chiudere la serata in dolcezza, con il dessert di Mesiti,Carlo Vischi presenta gli chef e l’azienda agricola Peperita di Rita Salvatori, che questa sera ci ha conquistati con i colori e i sapori piccanti di diverse varietà di peperoncino biologico. Sono ben dodici quelle che coltiva, tra cui spiccano i nomi esotici di Trinidad Scorpion, Seven Pod , Erotico, Naga Chocolate, Jalapeño, Habanero Fatalì, Banana Pepper e Aji. Il sapore deciso e inconfondibile è protagonista di polveri, fiocchi, patè, marmellate, salse e anche liquori digestivi, come le grappe. Rita porta sempre con sè un astuccio molto chic, che contiene dei mini formati di tutte e dodici varietà!

Carlo Vischi con Rita Salvadori e con gli chef della serata

Carlo Vischi con Rita Salvadori e con gli chef della serata

Per comprendere la sua duttilità, il peperoncino arricchisce anche il dessert, che diventa esplosivo! Un goloso tortino di ananas arrostita e crema di Banana Pepper e fragole padellate allo Scotch Bonnet. Delicatamente speziato e piccante!

Tutte le portate sono state abbinate ai vini dell’Agricola San Felice e dell’Azienda Il Ponte e ai prodotti del pastificio Martelli.

Il Palm Court dell’Hotel Hassler di Roma ospita lo Champagne bar firmato Ruinart

14 Giu

Il Palm Court, rigoglioso e fresco giardino all’interno dell’Hotel Hassler, tutt’oggi una tra le best kept secret location del cuore di Roma, lancia il primo e unico Champagne Bar Ruinart della Capitale. Il Palm Court, fresca oasi di pace e tranquillità al pian terreno dell’Hassler è, nella stagione estiva, la meta ideale per trovare sollievo dall’afa della città abbandonando la frenesia delle eleganti vie del centro circostanti per ritagliarsi una pausa gourmet con i piatti dai sapori mediterranei del menù dello chef Francesco Apreda e sorseggiare una flûte di champagne Ruinart in cima alla scalinata di Trinità dei Monti.

I tavoli e gli arredi in stile liberty immersi nel verde, che poggiano su una pavimentazione di travertino grezzo e statue neoclassiche, creano un’atmosfera di grande armonia e tranquillità. Lo chef Apreda, napoletano d’origine e romano d’adozione, stella Michelin, ha studiato appositamente per questa location un menù che propone un ampio ventaglio di piatti della tradizione romana e napoletana rivisitati dall’immancabile tocco d’originalità. Troviamo i tubettoni ai frutti di mare e fiori di zucchine, il pesce del giorno alla griglia, la spigola al cartoccio con capperi e olive e le seppioline alla piastra con erbe e salsa piselli.

In occasione dell’apertura del nuovo Champagne Bar Ruinart, la carta si arricchisce, inoltre, di nuove creazioni e proposte da abbinare alle bollicine: freschissime ostriche, sandwich di zucchine romane e gambero rosso alla soia, millefoglie di salmone e ravanelli al pepe di Malagetta, salmone affumicato al finocchietto selvatico, prosciutto crudo con albicocca secca e finocchio e cubo di caciotta con mostarda e fragoline di bosco; ogni piatto può essere abbinato a una flûte di “R” di Ruinart o di Ruinart Brut Rosé o alla bottiglia di Ruinart Blanc de Blancs, Dom Ruinart ’98 e Dom Ruinart Rosé ’96.