Archive | aprile, 2013

Quando la provola e il radicchio si tuffano nei calamari

29 Apr

Provola, radicchio e porro, un tris di ingredienti che non lascia indifferenti! La ricetta mi è venuta in mente parlando di vela con mia sorella, che mi ha raccontato di quando la prepara (senza porro) ai suoi clienti in barca, con a disposizione una micro cucina, cullata dalle onde del mare. Il piatto è gustosissimo sia caldo, sfornato per un secondo sostanzioso, che tiepido, come antipasto da condividere prima di proseguire il pranzo o la cena.

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Calamari ripieni di radicchio e provola

Ingredienti

Tre calamari medi, un cespo di radicchio rosso (tondo, tipo Chioggia), un porro (o in alternativa due cipollotti freschi) olio evo, sale, pepe q.b.,  200 gr. di provola (o in alternativa scamorza affumicata), due cucchiai di pane grattugiato.

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Procedimento

Il mio pescivendolo, ha pulito per bene le seppie, io le ho sciacquate a dovere e le ho asciugate. Nel frattempo ho tagliato il porro a rondelle e il radicchio a striscioline (dopo averlo lavato) e li ho fatti stufare con un po’ di olio evo in una padella, fino a quando non sono risultati morbidi. Li ho regolati di sale e pepe e trasferiti in una ciotola, in attesa che intiepidissero. Ho tagliato la provola a piccoli pezzetti e l’ho aggiunta al radicchio insieme ad una leggera spolverata di pane grattugiato.

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Ho riempito i calamari con questo composto, chiudendo l’estremità con uno stuzzicadente. Li ho messi in una pirofila insieme ai loro tentacoli, un giro di olio, sale e pepe (ricordare che il ripieno è già salato e condito) e infornato (a forno caldo) per circa 25 minuti, avendo cura di controllare la cottura, girando i calamari. Io li ho serviti tagliati a fette come antipasto (per 4 persone).

Aperisfizio: prima la lezione, poi la degustazione

23 Apr

C’è sempre bisogno di suggerimenti sfiziosi per preparare un aperitivo. Sembra facile, ma in molte occasioni è la fantasia a dare spunti appetitosi. Così, ho partecipato alla lezione di Aperisfizio tenuta da Sonia Peronaci in collaborazione con la Bottega di Olivia&Marino. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare un ingrediente legato ai sapori della propria infanzia. Io ho segnalato il provoloncino di Sorrento, che mio nonno comprava apposta per me e di cui ero molto ghiotta.

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Con 7gr. per caffè e cappuccini creativi

19 Apr

Non credevo fosse una vera e propria arte, confesso la mia ignoranza. Ma quando l’ho scoperta ne sono rimasta affascinata, rapita, conquistata. Durante il Fuori Salone del Mobile a Milano, si sono susseguiti molti eventi in cui il cibo ha incontrato il design, in molte occasioni il caffè è stato protagonista. E questa è una di quelle. Parlo della performance di Chiara Bergonzi, giovane piacentina, campionessa delle ultime due edizioni nazionali di Latte Art.

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Alla Design Library di Milano, ho scoperto grazie a 7Gr., il caffè delle splendide sorelle Mauro, che decorare un cappuccino con un fiore, un orsetto, un pesciolino o un leone è frutto di un lungo periodo di apprendimento e pratica. Il segreto è lavorare di polso nel versare la densa schiuma di latte nella tazza, con movimenti ritmici e precisi. Ma sono anche importanti la qualità del caffè e del latte utilizzato

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Così si materializza il disegno e in alcuni casi aiutati anche da un ferretto, si definisce la figura desiderata che porterà un sorriso e tanto stupore a chi è in attesa del proprio cappuccino.

Io ho bevuto un bellissimo fiore, ma non mi sono accontentata e ho immortalato i disegni cremosi sulle tazze dei miei vicini di bancone.

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In bocca al lupo a Chiara, che in giugno rappresenterà l’Italia alla World Latte Art Championship che si terrà a Nizza.

Finger-polpettine di pesce croccanti e profumate

15 Apr

Dopo un pranzo della domenica in tarda ora, mi son detta: “stasera non si cena!”. E invece… non è andata esattamente così… Il languorino serale è arrivato puntuale più che mai, in effetti non era una vera e propria fame, ma… voglia di qualcosa di sfizioso. Ho aperto il frigo e direi che mi è andata bene! Con quello che ho trovato ho fatto queste polpettine fingerfood.

Polpettine di pesce fingerfood ricoperte di sesamo

Ecco il risultato, gradevole per gli occhi e gustoso per il palato! Idea veloce per un aperitivo o un antipasto last minute.

Polpettine di pesce croccanti e profumate

Ingredienti

200 gr di fiori di merluzzo (surgelati), 80 gr. di caprino fresco (o altro formaggio – anche vaccino – fresco e morbido es. robiola), un uovo, una fetta (tagliata doppia) di pane raffermo, pan grattato, sale, pepe, basilico secco e curry in polvere q.b.

Plpettine di pesce fingerfood ricoperte di sesamo

Procedimento

Per prima cosa lessare i fiori di merluzzo in acqua salata. Farli raffreddare e ammollare la mollica di pane raffermo in un po’ di latte. Strizzare bene il pane e aggiungerlo al pesce sminuzzato, amalgamare il caprino, aggiungere l’uovo, il pepe, il sale, il basilico secco. Dopo aver impastato bene il tutto (con le mani o con una forchetta), se il composto sembrerà eccessivamente umido, aggiungere uno o due cucchiai (rasi) di pangrattato.

polpettine di pesce fingerfood ricoperte di sesamo

Formare delle polpettine (da queste dosi ne ho ricavate circa 15) e passarle nei semi di sesamo (per ottenere una piacevole e leggermente croccante crosticina esterna), porle in una pirofila con carta da forno leggermente oliata e spolverizzarle con il curry, per profumarle un po’.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti e girarle a metà cottura.

L’ideale è servirle tiepide, magari accompagnate da una salsina dal gusto agrodolce o a vostro piacimento. Io le ho tuffate nella maionese!

P.S.: nessuno vieta di friggerle invece di cuocerle al forno 😉

P.S. 2: la prossima volta aggiungerò all’impasto la buccia grattugiata di un limone! Se lo fate prima voi, poi voglio sapere com’è!

Quando il gorgonzola chiama… il passito risponde

12 Apr

Dolce o piccante? Questa è la prima domanda che ci viene fatta quando siamo davanti a quello che è il re degli erborinati, una dop unica, vanto italiano e specialità molto apprezzata anche all’estero. Il gorgonzola, con il suo consorzio che vanta quaranta produttori tra la Lombardia e il Piemonte, è stato il protagonista di una serata Blu-Verde al The Hub Hotel di Milano.

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Complice Carlo Vischi deus ex machina e il Consorzio del Gorgonzola, prima della cena a tema, Federico Malgarini ha guidato un piccolo gruppo di blogger in una gustosa degustazione di vini passiti e birre abbinati a gorgonzola piccante e dolce. Una bella rivelazione per il palato che ha fatto da introduzione ad una cena preparata da tre grandi chef:  Marta Grassi, Sergio Vineis e Paola Bertinotti ospitati da Sandro Mesiti, resident chef del ristorante Mirror.

Federico Malgarini guida la degustazione dei passiti

Federico Malgarini guida la degustazione dei passiti

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E tu come scegli il vino?

8 Apr

La scelta del vino è da sempre legata ai gusti e all’abbinamento giusto con il cibo, ma ho appena scoperto L’AbbinaVino, una app che suggerisce accostamenti creativi e inediti tra vino e situazioni della vita.

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Una diversa lettura della scelta di una bottiglia che prende spunto, per gioco, da un evento, un’atmosfera o una situazione della vita.

Ho scaricato l’app progettata e realizzata da Goodwill Social Mobile, su Google Play Store  (presto anche su Apple Store) e l’ho subito provata, cercando un suggerimento per il vino da bere il giorno del mio compleanno e scoprendo quello più adatto all’umore (Nero d’Avola di Vittoria per chi è arrabbiato e Falanghina del Sannio per gli allegri).

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Ogni scheda fornisce anche alcune utili informazioni tecniche e dritte sugli abbinamenti ai piatti. Adesso voglio scoprire il vino adatto agli appassionati di musica jazz, metal e pop, per poi passare all’arte e allo sport. C’è anche il vino giusto per gli intellettuali o quello suggerito in base al meteo. Perchè sempre più spesso, anche con il gioco e l’ironia si crea conoscenza.

Voi di che umore siete oggi?

 

Come diventare un esperto gourmet…

4 Apr

Ho ritrovato per caso un utilissimo libricino, il Dizionarietto Gastronomico, ovvero come diventare… un esperto gourmet, che era allegato ad una guida Veronelli di qualche anno fa. E’ un’edizione fuori commercio, curata da Gian Arturo Rota, quindi, senza dubbio, autorevole e attendibile nel contenuto.

Il curatore, nella sua introduzione, spiega quanto a volte possa risultare difficile la lettura del menu di un ristorante (ma anche di un’osteria), con termini ed espressioni tipiche del linguaggio gastronomico. Una terminologia a volte poco nota o conosciuta per “sentito dire” o che lascia dubbi sull’esatto significato.

dizionarietto gastronomico

In questo volumetto ho ritrovato tanti termini (sia italiani che francesi) di cui non ricordavo il significato preciso e ho pensato di rinfrescare un po’ la memoria (la mia per prima!) e quella di chi per paura di sfigurare, per timidezza o solo per pigrizia, non chiede spiegazioni quando è al ristorante (sbagliato!), rinunciando a provare qualcosa che aveva stimolato la sua curiosità.

Riporterò alcuni termini ed espressioni, aprendo a caso il dizionarietto, che è redatto in ordine alfabetico. Oggi, lo farò su questa pagina del blog e successivamente sulla pagina Facebook di News and Foodies, dove chi vuole, potrà commentare, aggiungere dettagli, confrontarsi.

Mirepoix

Taglio di verdure (sedano, carote e cipolle) a cubetti di 3 millimetri di lato, che si usa come base per salse, ripieni, ragù. Con l’aggiunta di prosciutto (sempre tagliato a cubetti) la preparazione prende nome di mirepoix grassa.

Fonte: Dizionarietto Gastronomico (Veronelli Editore)