Archivio | maggio, 2013

Surtout… sartù! Leggendo “Uno scugnizzo ai fornelli”

30 Mag

E alla fine fu il sartù di riso. Una ricetta tipica della mia città, ma che vanta origini francesi. E’ uno dei piatti che nella tradizione della mia famiglia è riservato al pranzo del sabato. Avevo in mente di prepararlo da tempo, ma quando sono stata alla presentazione del libro di Erny Lombardo Uno scugnizzo ai fornelli. Cuocere nelle pentole in ghisa pubblicato da Trenta editore, non ho potuto più rimandare.

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Il libro di Erny Lombardo, non è semplicemente una raccolta di ricette tipiche della tradizione napoletana, ma è ricco di consigli, spunti e aneddoti che riguardano la cucina, le materie prime e la versatilità della cottura con le pentole in ghisa, che lui adopera per ogni preparazione.

Erny è un po’  l’erede dei Monzù (storpiatura napoletana del termine francese Monsieur), ovvero di quei cuochi delle case aristocratiche che, a partire dal 1700, entrarono in contatto con la gastronomia francese e la trasferirono, a modo loro, nel regno delle Due Sicilie. Fu così che, a Napoli, il gateau divenne gattò e dalla parola surtout si arrivò al sartù.

Questa è la ricetta del mio sartù di riso, quella di Erny (sicuramente più filologica della mia) preparata con le pentole in ghisa, la ritrovate nel suo libro insieme a tante altre delizie.

Ingredienti (per due persone, forse anche tre)

200 gr. di riso, 1/2 lt di passata di pomodoro, 1/2 cipolla, 250 gr. di carne bovina macinata, 250 gr. di piselli (io ho usato i freschi, vista la stagione), 2 fette di prosciutto cotto (o una sola fetta tagliata doppia), 100 gr. di scamorza, una generosa spolverata di parmigiano reggiano, 1/2 bicchiere di vino bianco, 2 uova (di cui uno sodo), qualche foglia di basilico, pan grattato, olio evo, sale e pepe q.b.

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Preparazione

In una pentola, far imbiondire mezza cipolla con un fondo di olio evo, rosolare la cane macinata, sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e aggiungere la passata di pomodoro e il sale, facendo cuocere per almeno mezz’ora. Sbollentare i piselli freschi per qualche minuto e poi farli saltare in una padella con olio e un pizzico di sale. Nel frattempo, tostare il riso con un filo di olio evo e aggiungere il condimento di pomodoro e carne macinata, e man mano l’acqua calda (o se preferite il brodo) necessaria per arrivare ad una cottura del riso molto al dente. Regolare di sale, aggiungere i piselli, il basilico, il parmigiano reggiano, l’uovo intero e una spolverata di pepe, amalgamando bene il tutto.

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In una pirofila da forno, oliata e cosparsa di pan grattato, fare uno strato di riso, a cui aggiungere la scamorza e il prosciutto cotto a pezzetti (mia mamma ci mette il salame napoletano) e l’uovo sodo tagliato a tocchetti. Ricoprire con un altro strato di riso, spolverare con pan grattato e aggiungere qualche fiocchetto di burro. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25/30 minuti, gli ultimi minuti accendere il grill per gratinare la superficie.

Birra e Tg1. Ci sono riuscita, sono stata in due posti contemporaneamente!

27 Mag

Sono stati giorni concitati, un mese ricco di eventi legati al mondo del buon cibo e la voglia di moltiplicarsi per riuscire a seguire quelli più interessanti e a portata di mano. Poi ti contatta una giornalista della Rai che sta preparando un servizio sui foodies e i foodblogger e ti chiede la disponibilità ad intervistarti e seguirti per capire cosa fai con smartphone, socialnetwork e blog. Una bella sorpresa!

Ecco qui il TG1 andato in onda il 23 maggio nell’edizione delle 20 (andate dritti al minuto 30”).

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E mentre andava in onda, io ero a bere birra… Ci sono riuscita, sono stata in due posti contemporaneamente! Ah Ah Ah…

In realtà ho partecipato alla prima di una serie di cene dedicate alla birra e ai suoi abbinamenti, alla scoperta dei segreti nel bicchiere e in cucina. Gli appuntamenti si terranno in diversi ristoranti italiani, promossi dal portale ILoveBeer.it, dove trovate tutte le info e il calendario delle cene.

Qui, ci sono le foto e il racconto della cena “birrosa” del 23 maggio da Enocratia a Milano.

Tortino di fagiolini e Parmigiano Reggiano pensando a In Forma Re

22 Mag

Il richiamo dei prodotti di stagione è fortissimo e i colori di questa (strana) primavera sono, ovviamente, tutte le sfumature del verde.

Pensando a In Forma Re, evento dedicato al Parmigiano Reggiano e al suo territorio, in programma dal 23 al 26 maggio a Reggio Emilia (ne avevo accennato qui) è nata l’idea di preparare questo tortino di fagiolini con ricotta fresca e Parmigiano Reggiano.

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Avevo a disposizione un po’ di fagiolini già lessati per altri scopi, in quantità abbondante, e quindi ho pensato di utilizzarne una parte per questa ricetta. Ho usato dei pirottini di formato standard, ma si potrebbero utilizzare anche più piccoli, per proporre il tortino come finger food.

Ingredienti

200 gr. di fagiolini lessati, 200 gr. di ricotta fresca, 50 gr. di Parmigiano Reggiano, 1 uovo, sale, pepe, olio evo e pan grattato q.b, glassa di aceto balsamico (per guarnire).

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Preparazione

Dopo averli puliti e lavati, lessare i fagiolini in acqua leggermente salata (verificare la cottura con una forchetta, circa 15 minuti)  e ridurli in purea con il miniprimer, aggiungendo un filo di olio evo. Ricordarsi di lasciarne qualcuno intero da parte, da usare per impiattare. Lavorare la ricotta con  uovo e parmigiano, aggiungere il pepe, la purea di fagiolini e se necessario un pizzico di sale. Amalgamare bene tutti questi ingredienti.

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Dopo aver unto i pirottini e aver passato il pan grattato, riempirli senza arrivare al bordo (durante la cottura si gonfieranno un po’) e infornare a 180° per circa 20/25 minuti. Con queste dosi ho sfornato 4 tortini, che ho impiattato aggiungendo qualche fagiolino tagliato a pezzetti e qualche goccia di glassa di aceto balsamico.

Con questa ricetta partecipo al contest promosso da Parmigiano Reggiano dedicato alla cucina smart, per ridurre sprechi di cibo e valorizzare ingredienti poco utilizzati. In effetti i fagiolini, di solito, vengono poco valorizzati in cucina…

Bistrot Milano Centrale: di pane, cuccuma e partenze

18 Mag

Mi capita spesso di prendere il treno dalla stazione centrale di Milano, che poi non è lontana da casa e spesso è di passaggio. Di solito non amo comprare cibo in questi luoghi, sarà per un retaggio legato a quando le stazioni erano posti infrequentabili, mentre oggi cercano sempre più di assomigliare alle sale di attesa degli aeroporti.

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Ora, però, mi viene quasi voglia di andarci apposta per fermarmi al Bistrot Milano Centrale, al piano binari, che amplia e alza il livello dell’offerta food per chi non ha voglia di mangiare pizzette e panini deprimenti.

Autogrill, con la consulenza dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e in particolare dell’ex alunna Annalisa Sivieri, si è impegnata in un progetto che punta a valorizzare il prodotto tipico, le lavorazioni di stampo artigianale, la selezione di prodotti stagionali e il più possibile a km 0.

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In questa sorta di grande mercato urbano, accogliente e confortevole, si passa dallo street food con i fritti (patate, mondeghili, alici) alla pasta fresca, dal forno con pane e pizze preparate con lievito madre, alla selezione di formaggi e salumi, per arrivare al wine e beer bar.

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Per ricordare un viaggio: petto di tacchino al latte di cocco e curry con cous cous

13 Mag

Il latte di cocco è entrano nella mia dispensa da quando, qualche anno fa, di ritorno da un viaggio in Polinesia Francese avrei voluto portare con me tutti i profumi e i sapori di quella terra meravigliosa. Dal Monoï de Tahiti, il noto olio profumato a base di noce di cocco e fiori di tiaré, al gusto di pietanze marinate o condite con latte di cocco.

Ho preparato un piatto semplice che, attraverso il suo profumo, ha rispolverato i ricordi di un viaggio tanto desiderato.

petto di tacchino al latte di cocco

Petto di tacchino al latte di cocco e curry con cous cous all’olio extravergine di oliva

Ingredienti (per 2 persone)

3 fette di petto di tacchino (300 gr circa), 120 ml di latte di cocco, 180 gr. di cous cous, 1 cucchiaino colmo di curry in polvere, 1 cipollotto, farina, sale e olio evo q.b.

Procedimento

Ho tagliato a pezzettoni tre fette di petto di tacchino e dopo averle infarinate, le ho rosolate in una padella dove avevo imbiondito un cipollotto con un fondo di olio extravergine. Ho aggiunto il latte di cocco, il curry in polvere e ho salato, lasciando cuocere per 7/8 minuti e comunque fino a far restringere un po’ il condimento, a padella coperta.

Intanto, in una ciotola,  ho sgranato bene 180 gr. di cous cous con due cucchiai di olio extravergine di oliva, ho aggiunto acqua bollente e salata fino a coprire i granelli e ho messo un coperchio per 5 minuti (ho seguito le istruzioni indicate sulla confezione del cous cous acquistato).

Questa è l'immagine che avevo postato qualche giorno fa su mio account instagram

Questa è l’immagine che avevo postato qualche giorno fa sul mio account Instagram

Ho sgranato ancora il cous cous, aggiunto del basilico fresco e impiattato con un coppapasta tondo per accompagnanare il petto di tacchino che ha inondato il piatto con il suo sughetto profumato.

Un delizioso piatto unico per due, che chiudendo gli occhi mi ha riportata con la memoria in terre lontane!

A Villa Litta di Lainate: dal vino ai giochi d’acqua

8 Mag

Come spesso accade, si va in un posto perché c’è un evento interessante e poi si scopre che quel luogo ha tanto da raccontare e da svelare al di là di ciò che ospita quel giorno. Così è stato per me, quando qualche giorno fa ho partecipato a Vin In Villa, un evento di degustazione di vini italiani, ben organizzato da Agriquality in collaborazione con i sommelier della Fisar.

Villa Litta - esterno e rievocazione storica

Villa Litta – esterno e rievocazione storica

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Da Nord a Sud, maggio e inizio giugno sono davvero gustosi

2 Mag

Sarebbe davvero bello lasciarsi trasportare dal gusto e percorrere l’Italia da Nord a Sud, durante il mese di maggio, tra gli eventi dedicati al buon bere e al buon cibo. Gli appuntamenti sono tanti e qui proverò a sintetizzare, creando un’ideale agenda per foodies. Insomma, qualche spunto da approfondire…

birra artigianale

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