Tutti pazzi per il tarallo ‘nzogna e pepe: street food made in Naples

17 Ott

Tra foodie, ci si scambia informazioni, consigli e ghiottonerie. Da quando vivo a Milano ho creato un gruppetto di appassionati del tarallo napoletano ‘nzogna e pepe.

Praticamente, ogni volta che rientro da Napoli devo portarne qualche chilo da smistare agli amici golosi. Insomma, non posso tornare a mani vuote. E allora ho deciso di parlavi di uno dei miei fornitori di fiducia, tappa fissa prima di prendere un treno o un aereo diretto a Milano.

taralli napoletani

I taralli li compro da Leopoldo, un marchio che ha una storia radicata nella tradizione cittadina. Un’azienda che nel corso degli anni si è evoluta e trasformata, partendo dalla produzione di taralli fino ad arrivare ai dolci e alle paste fresche. Oggi i figli e i nipoti del tarallaro Leopoldo Infante gestiscono un’azienda di famiglia in costante evoluzione.

Leopoldo Infante junior inaugura a Spaccanapoli (il 23 ottobre), nel centro storico della città, un nuovo punto vendita: Leopoldo di Leopoldo Infante. La tradizione del tarallo ‘nzogna e pepe, street food partenopeo, è sempre molto forte, ma assume una connotazione più contemporanea.

Dal forno di Leopoldo Infante escono i taralli napoletani a base di strutto e pepe, tempestati di mandorle intere, lavorati ancora oggi rigorosamente a mano. In tarallo nasce come cibo da passeggio, ma oggi si trasforma anche in aperitivo per accompagnare delle bollicine campane.

Nella nuova sede del centro storico di Napoli, lungo il Decumano inferiore, più noto come Spaccanapoli, all’angolo con Piazza San Domenico Maggiore, il nuovo cafèbar Leopoldo spazia la sua offerta dal dolce al salato e proporrà una novità, il Tarallo all’olio d’oliva. Sono davvero molto curiosa di scoprire questo nuovo prodotto, voluto per andare incontro anche alle esigenze di chi segue una dieta vegetariana.

Un po’ di storia. Dal ‘700 il tarallo ne ha fatta di strada. Da cibo povero, trasportato dal tarallaro in apposite ceste, nato per recuperare i ritagli di pasta di pane con l’aggiunta di un po’ di strutto (‘nzogna) e di pepe nero, si è poi arricchito agli inizi dell’800 con l’inserimento delle mandorle, per diventare uno “sfizio” da abbinare a birra o vino. E ancora oggi gode di ottima salute!

 

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