Archive | dicembre, 2014

Cinque libri per tutti i gusti

16 Dic

Se, come me, vi riducete all’ultimo momento per l’acquisto dei regali di Natale, ecco qui qualche spunto ideale per un pensiero da fare agli amici foodmaniaci o più semplicemente appassionati di cibo e dintorni.

Ecco 5 titoli che meritano di essere sfogliati.

A Natale non si può non parlare di panettone, anche al sud. La giornalista Donatella Bernabò Silorata, racconta I panettoni del sole. Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania per le Edizioni Malvarosa. Un piccolo affresco sui panettoni artigianali dei maestri pasticceri campani, ormai arrivati ai vertici delle classifiche nazionali. Impasti che seguono il disciplinare del panettone tradizionale di Milano, ma che racchiudono tutti i profumi del sud: dai limoni della Costa d’Amalfi, alle nocciole di Giffoni, passando per i fichi bianchi del Cilento, l’albicocca vesuviana, le noci di Sorrento, il pomodorino del piennolo, l’Aglianico o il Taurasi. Undici artigiani pronti a svelare anche qualche segreto per realizzare il panettone in casa: Anna Chiavazzo, Salvatore De Riso, Pietro Macellaro, Giuseppe Manilia, Rosanna Marziale, Vincenzo Mennella, Alfonso Pepe, Stella Ricci, Sabatino Sirica, Carmen Vecchione, Raffaele Vignola.

Per i golosi tradizionalisti e non.

panettoni delsole

Raccolto e conservato. Marmellate, conserve, surgelati, soluzioni pratiche ed economiche, di Alys Fowler, edito da Corbaccio, spiega come intrappolare in un barattolo la freschezza dei prodotti di stagione per goderne appieno tutto l’anno. Dalla preparazione delle marmellate, scegliendo la frutta giusta, alla realizzazione del chutney perfetto. Tra le pagine di questo libro ci sono anche tanti suggerimenti su come disidratare la frutta o preparate delle chips di verdura. Provate a mettere sottaceto il finocchio, mantenendo inalterata la sua caratteristica croccantezza o avvicinatevi con cautela al mondo della fermentazione, uno dei più antichi metodi di conservazione del cibo. Il kimchi o i butter di frutta non avranno più segreti per voi. Il libro ideale per apprezzare i doni dell’orto in qualsiasi stagione, contribuendo a rendere più sostenibile la propria alimentazione.

Per chi vuole godere della freschezza dell’orto 365 giorni l’anno.

raccolto e conservato

Erbe spontanee in tavola. Per una cucina selvatica, con ricette sane, naturali e locali di Annalisa Malerba per le edizioni Sonda, è il primo ricettario vegan che ha come protagoniste le 16 erbe selvatiche più diffuse in Italia. Tante idee per ciascuna erba spontanea accompagnate dalle fotografie (di Carla Leni) per aiutarci a riconoscerle e a cucinarle al meglio. Una strada da percorrere per uno stile di vita più semplice, naturale, ecosostenibile. E il tutto a costo zero. Sapete riconoscere l’amaranto, l’equiseto, l’erba cipollina, la menta, l’ortica o la falsa ortica? Qui troverete le ricette salate e dolci a base di steli, foglie, boccioli e fiori da conoscere e riconoscere nei prati e lontani dal cemento. In primavera provate a preparare i brownies con i germogli giovani della parietaria o aspettate l’inverno inoltrato per fare merenda con i crackers all’ortica o l’estate per assaggiare le coppette in fiore a base di pratoline freschissime. Ricette gluten free, crudiste e con informazioni nutrizionali. Dopo aver consultato questo ricettario, guarderete ogni prato con occhi diversi.

Per chi è attento all’alimentazione semplice e naturale.

erbe-spontanee-in-tavola

“Il mare arrivava nel mio quartiere verso il tramonto. Solo se pescatori e pescivendoli non avevano già venduto tutto, allora si spingevano su quelle ripide salite con sulla spalla una cassetta di pesce, reggendo in mano il secchio con i pesci più piccoli e un poco d’acqua di mare. Annunciavano il oro arrivo con urla roche di un idioma sconosciuto e confuso”.  Con queste e altre parole, Pino Cuttaia, chef due stelle Michelin, in Per le scale di Sicilia. Profumi – sapori – racconti – memoria, edito da Giunti, riesce ad esprimere i valori di una terra come la Sicilia. Con le fotografie di Davide Dutto, i racconti di Francesco Lauricella e la prefazione di Marco Bolasco, entriamo nel profondo sud, nel piccolo centro di Licata dove Cuttaia propone una cucina di altissimo valore, che attinge alle radici antiche di questi luoghi, tra il barocco siciliano e i Templi di Agrigento. I suoi piatti nascono partendo dalla memoria, dai ricordi d’infanzia, densi di cultura popolare di mare e di terra. Ogni ricetta, presentata con grande eleganza, è arricchita dai racconti dello chef e da immagini del paesaggio che circonda il suo ristorante La Madia.

Per chi non sa resistere al fascino delle storie “stellate”.

Per le scale di Sicilia

Per par condicio ecco il libro di una chef stellata, o meglio, il libro di Viviana Varese e Sandra Ciciriello, Alice… e i nati per soffriggere edito da Gribaudo. Il titolo è un omaggio alle origini campane della chef che, insieme alla “boss” Sandra, racconta la storia di una passione fatta di esperienza e creatività. Il percorso di una brigata di cucina e di sala si sviluppa attraverso una selezione delle migliori ricette di Alice, ormai da alcuni mesi nella sua nuova sede presso Eataly Milano Smeraldo, affiancate dalle ricette dello staff. La cucina verace e contemporanea di Viviana Varese, stella Michelin, va dalla pizza fritta Omaggio a Sofia a Rosemary’s ceci, dal baccalà mantecato ai paccheri fritti, passando per qualche nota dolce. Belle le foto di Francesca Brambilla e Serena Serrani.

Per chi vuole provare a casa la cucina stellata. 

Alice

Pizza&birra che passione! #pizzaebirraamemipiaci

2 Dic

C’è chi la preferisce chiara, chi ambrata, chi scura, filtrata, non filtrata, alcool free o aromatizzata al limone. C’è chi ordina solo margherita, chi adora gusti decisi come quello della capricciosa, oppure al prosciutto, con le acciughe, con la mozzarella di bufala.

Parliamo, ovviamente, di pizza&birra, un binomio inscindibile. Ad ogni pizza, la sua birra. Troppo spesso, però, ci si accosta a questo abbinamento con troppi pregiudizi, come conferma una ricerca Doxa. Infatti, Assobirra, ha deciso di sfatare certi tabù, coinvolgendo degli esperti d’eccezione.

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Molti sono conviti che la birra gonfi. Non è così. La birra, se versata correttamente e servita con la giusta quantità di schiuma (almeno due dita) non gonfia affatto. Lo precisa Marco Bolasco, gastronomo ed esperto di birra. Mentre il maestro pizzaiolo, Pino Arletto, conferma che una pizza ben lievitata, realizzata con ottime materie prime e cotta al punto giusto, risulta perfettamente digeribile. Anche il dottor Nicola Sorrentino, esperto in scienze dell’alimentazione, considera l’accoppiata pizza&birra, “un eccellente piatto unico a base di ingredienti naturali”, da vivere senza troppo sensi di colpa. L’importante, come sempre, è non esagerare.

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Una maggiore diffusione della cultura birraria ha fatto scoprire tanti stili e tipologie diverse di birra, creando anche molte possibilità di abbinamento. Quando vado in pizzeria, scelgo sempre la pizza margherita, magari con la mozzarella di bufala, e l’abbino ad una birra lager, leggera e dal gusto non invadente.

A casa, ultimamente ho preparato la pizza fritta. Un impasto realizzato con una piccola percentuale di farina integrale, ripieno di ricotta, provola, pepe e prosciutto cotto. Ovviamente, col classico street food partenopeo, non poteva mancare la birra. Che ognuno scelga la sua preferita!

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Pizza fritta (ripieno)

Ingredienti

450 g di farina 0, 50 g di farina integrale, 10 g di lievito di birra fresco, 250 ml di acqua, 2 cucchiai di olio, 10 g di sale. 150 g di ricotta, 100 g di provola, 100 g di prosciutto cotto, pepe macinato, olio di arachidi per friggere.

Preparazione

Sciogliere il lievito in un po’ di acqua leggermente tiepida, aggiungerlo al centro della farina disposta a fontana, versare l’olio, cominciare ad impastare, mettere il sale e inglobare tutta la farina, versando altra acqua fino ad ottenere un impasto morbido, da lavorare con le mani. Formare un panetto e mettere a lievitare, coperto, in un luogo asciutto, lontano da sbalzi di temperatura (io lo metto nel forno spento), per almeno 4/5 ore o fino a quando ha triplicato il suo volume.

Suddividere l’impasto in piccole porzioni, stende la pasta con le mani, cercando di darle una forma tondeggiante e farcirla con ricotta, pezzetti di provola, prosciutto cotto e una spolverata di pepe. Ripiegare la pasta e sigillare con l’aiuto dei rebbi di una forchetta.

Scaldare l’olio in una padella e friggere le pizze ripiene fino a doratura. Basteranno pochi minuti.

#pizzaebirraamemipiaci