Archive | ottobre, 2015

Pascal Caffet: macaron ed éclaire direttamente dalla Francia

27 Ott

Prima sarete colpiti dai colori e dalle forme di macaron, éclair e praline, che fanno bella mostra di sé in vetrina, poi non riuscirete a fare a meno di entrare per scoprire il mondo della pasticceria francese di Pascal Caffet, che ha appena aperto la sua boutique a Milano in via San Vittore, 3.

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Un vero e proprio paradiso per golosi firmato dal noto pasticciere francese Champion du Monde des Métiers du dessert e Meilleur Ouvrier de France Pâtisserie. Ad accogliere i clienti in Italia, a Milano (e a Torino) c’è il suo braccio destro Olivier Gallo, parigino di origini piemontesi.

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Troverete macaron (al lampone e al caramello salato i miei preferiti), éclair (pasticcini di pasta choux, lunghi e sottili, ripieni di crema) con glassa lucidissima, torte e bicchierini golosi da gustare affondando il cucchiaino rigorosamente in verticale. E poi cioccolatini, praline, biscotti e creme pralinate da far girare la testa anche ai palati più fini ed esperti.

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Tutta la produzione viene realizzata in Francia, nei laboratori che si trovano nella zona dello Champagne, con materie prime selezionatissime, per poi essere abbattuta e arrivare a Milano conservando tutta la fragranza originale.

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Un angolo della boutique è riservato ad una selezione di tè gourmet Mariage Frères, tra le più note maison di tè francesi. Affidatevi ad Olivier, esperto e appassionato, saprà consigliare l’abbinamento giusto.

Voglia di tè: le novità Dammann Frères

12 Ott

Per me il tè è sempre stato un gesto da perpetrare soprattutto nei lunghi pomeriggi invernali, prima da studentessa e poi da free lance attaccata al pc di casa. Una coccola a cui non so rinunciare, un momento di relax necessario per riflettere e staccare un po’ la spina. Sia chiaro, non cederò alla disputa “meglio il caffè o il tè”, perché credo che le due bevande possano coesistere accompagnando momenti diversi della giornata.

Nella boutique Dammann Frères di Milano, dedicata al tè in tutte le sue declinazioni, ho partecipato ad una degustazione guidata dal Tea Master Emmanuel Jumeau-Lafond.

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La carta del tè di Dammann Frères oggi include oltre 300 varietà tra tè neri classici e aromatizzati, tè verdi, rooibos, carcadet, infusi e tisane. Un patrimonio fatto di cultura, ricerca e innovazione.

Tra le novità del 2016 ci sono ben 5 tè puri tra nuove origini e nuove piantagioni come il Darjeeling primeur 2015 (delicatamente floreale e fruttato), il Pu Erh (disponibile nella versione Pasha Small Tree per intenditori e Mûr Menghaï Tuo Cha strutturata nel rispetto della tradizione dei tè scuri cinesi), 15 tè aromatizzati. Tra questi l’Oolong Caramel au beurre salè, la nuova linea di cofanetti regalo ispirata al pattern Chevron e i Christmas tea, in una elegante confezione natalizia.

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Tra i 5 tè degustati con la guida del Tea Master devo dire che due in particolare hanno colpito il mio palato:

Tè bianco Yin Zhen un tè raro, della regione di Fu Ding (provincia di Fujian), fresco e delicato con note floreali e di castagna.

Tè Nero Ceylon OP Cecilyan una delle piantagioni più prestigiose di Ceylon. Questo raccolto offre un tè molto persistente al palato dalle note legnose, con un retrogusto leggermente amaro e aromatico.

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Per la prima volta ho assaggiato il Tè Pu-Erh. Questo Pu-Erh Menghai-2010 è stato coltivato nella contea di Menghai, nella prefettura di Xishuangbanna, in prossimità della frontiera birmana. Dal gusto affumicato con note che ricordano il legno umido, è un tè le cui foglie subiscono un processo di fermentazione. O lo odi o lo ami, dice Emmanuel Jumeau-Lafond e si abbina molto bene ai formaggi stagionati come il Castelmagno Dop, aspetto mi ha molto incuriosita.

Per quanto riguarda il tè verde, abbiamo degustato un Sencha Fukuyu i Sencha (tè lavorati a forma di aghi resi piatti dopo la lavorazione a vapore) molto apprezzati in Giappone per il loro sapore rinfrescante e poi il Tè Oolong Osmanthe d’Or oolong a leggera ossidazione, prodotto nella provincia del Fujian, le cui foglie provenienti da alberi del tè dal nome evocativo Huang Dan (alba dorata) vengono lavorate a forma di perla e sprigionano note di albicocca e un retrogusto di mandorla.

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Ottenere un tè di qualità eccellente richiede un lavoro lungo e complesso. Tanta pazienza e una profonda conoscenza a partire dalla raccolta all’essiccazione, dal trasporto sui mercati alla selezione dei lotti migliori, fino alla creazione di mélange esclusivi e profumi eleganti.

Un mondo tutto da scoprire fatto di prodotti particolari e ricercati. Il filone degli abbinamenti del tè con il cibo (non solo dolci) può riservare delle sorprese molto raffinate. Nella pratica è ancora in fase di esplorazione, almeno qui in Italia, però promette molto bene.

A proposito di ricette che ricordano casa: melanzane a scarpone

5 Ott

Sicuramente vi è più familiare il nome melanzane a barchetta, ma a Napoli le chiamiamo a scarpone.

Un piatto semplice, certamente di origini povere, che poi ha subito diverse evoluzioni. Questa è la ricetta che si prepara nella mia famiglia. Ho aggiunto i pomodorini freschi, in alternativa, c’è chi usa del sugo di pomodoro.

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Un piatto leggero, ma gustoso, che riesce bene con le melanzane di forma allungata e di colore viola scuro. Di solito hanno pochi semi all’interno e sono tipiche del napoletano. In realtà, ho avuto a disposizione le melanzane raccolte nel piccolo orto di mia sorella, che si trova in zona flegrea (a due passi da Napoli) e che le sta dando delle piccole soddisfazioni.

Melanzane a scarpone

Ingredienti

4 melanzane lunghe, 2 cucchiai di capperi di Salina sotto sale, 100 g di olive nere di Gaeta, 150 g di pomodorini, olio extra vergine d’oliva, sale, pangrattato, 1 spicchio d’aglio, origano secco, basilico fresco.

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Tagliare le melanzane a metà, di lungo, dopo aver eliminato il peduncolo un po’ spinoso, svuotarle della polpa, che andrà tagliata a cubetti. Cospargere le melanzane con del sale grosso e metterle in uno scolapasta. Dopo circa un’ora sciacquarle e strizzarle bene.

In una padella con aglio e un filo d’olio, saltare, per qualche minuto, la polpa delle melanzane insieme a capperi e olive snocciolate. Salare leggermente.

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Farcire con questo composto le barchette di melanzane, aggiungendo i pomodorini tagliati a spicchi, il basilico fresco e una spolverata generosa di pangrattato e origano secco.

Mettere le barchette in una teglia con un filo d’olio e qualche cucchiaio d’acqua e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 50/60 minuti.