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Pascal Caffet: macaron ed éclaire direttamente dalla Francia

27 Ott

Prima sarete colpiti dai colori e dalle forme di macaron, éclair e praline, che fanno bella mostra di sé in vetrina, poi non riuscirete a fare a meno di entrare per scoprire il mondo della pasticceria francese di Pascal Caffet, che ha appena aperto la sua boutique a Milano in via San Vittore, 3.

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Un vero e proprio paradiso per golosi firmato dal noto pasticciere francese Champion du Monde des Métiers du dessert e Meilleur Ouvrier de France Pâtisserie. Ad accogliere i clienti in Italia, a Milano (e a Torino) c’è il suo braccio destro Olivier Gallo, parigino di origini piemontesi.

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Troverete macaron (al lampone e al caramello salato i miei preferiti), éclair (pasticcini di pasta choux, lunghi e sottili, ripieni di crema) con glassa lucidissima, torte e bicchierini golosi da gustare affondando il cucchiaino rigorosamente in verticale. E poi cioccolatini, praline, biscotti e creme pralinate da far girare la testa anche ai palati più fini ed esperti.

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Tutta la produzione viene realizzata in Francia, nei laboratori che si trovano nella zona dello Champagne, con materie prime selezionatissime, per poi essere abbattuta e arrivare a Milano conservando tutta la fragranza originale.

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Un angolo della boutique è riservato ad una selezione di tè gourmet Mariage Frères, tra le più note maison di tè francesi. Affidatevi ad Olivier, esperto e appassionato, saprà consigliare l’abbinamento giusto.

Un angolo di Francia a Milano

17 Set

Milano è una città in costante trasformazione, in fermento continuo, ricca di stimoli e novità. Non fai in tempo a provare un nuovo caffè o ristorante, che subito ne arriva un altro da inserire nella to do list.

Di tanto in tanto segnalo dei posti che mi piacciono, con cui è “amore a prima vista”. Le Vrai è uno di questi.

Tra croissant e pain au chocolat

Tra croissant e pain au chocolat

Appena nato, Le Vrai, è un bel mix di tradizioni e sapori francesi: brasserie, café, boulangerie ed epicerie. L’area boulangerie ricca di croissant, pain au chocolat, pani e baguette artigianali (il laboratorio si intravede alle spalle del banco) è sempre ben fornita e come nella migliore tradizione francese, qui si sforna pane fresco nell’arco di tutta la giornata.

L'area boulangerie

L’area boulangerie

Dalla prima colazione, al pranzo, passando per l’aperitivo in attesa della cena, Le Vrai è aperto tutti i giorni fino a tarda sera. Lo chef Patrick Massera, originario del nord della Francia è stato allievo di Gualtiero Marchesi e gestisce la cucina della brasserie al piano superiore, in un ambiente che ricalca lo stile autentico francese, grazie al contributo dell’architetto e interior designer Karine Lewkowicz di Parigi.

La cucina a vista al primo piano della brasserie

La cucina a vista al primo piano della brasserie

Tra un café gourmand, un Croque Monsieur o una selezione di formaggi francesi di stagione, il progetto di Claire Pauze, managing director di Le Vrai, prende vita dalla “volontà di presentare la “vera” tradizione gastronomica francese, a chi cerca una cucina varia e sincera“.

La mostarda alla spina

La senape alla spina

Nei diversi corner dell’epicerie si trovano golosità in ordine sparso, ma una vera attrazione per i food lover è la senape Maille venduta fresca, in vasetti da riempire al momento e da riportare vuoti per il refill.

Per trovare Le Vrai, basterà seguire il profumo del burro e delle baguette fragranti, realizzate con 100% farina bretone, che si diffonde in Via Galileo Galilei (angolo Viale Monte Santo) in zona Porta Nuova a Milano.

Gino Sorbillo: dal mare di Napoli al Duomo di Milano

24 Ott

L’apertura della pizzeria di Gino Sorbillo Lievito madre al Duomo, ormai non è più una notizia, ma da napoletana a Milano, non potevo ignorare questo evento tanto atteso. Da poco più di una settimana è attivo il suo forno a legna, a pochi passi dal Duomo di Milano, realizzato dall’artigiano Michele Strazzullo.

L’attesa è durata circa un anno, ma insieme al fratello Antonio e a Gennaro Salvo, che sarà il pizzaiolo alla guida di questa nuova avventura, Gino è riuscito finalmente a portare la sua pizza verace napoletana nel capoluogo lombardo. Una vera e propria sfida, portata avanti con la passione e la voglia di fare, che lo contraddistingue da sempre.

Gino Sorbillo fotografato da oliviero Toscani

Gino Sorbillo fotografato da Oliviero Toscani

Attenzione, qui si sforneranno solo 400 pizze al giorno, perché in questo modo, come afferma Gino, si è certi di riuscire a mantenere alto il livello di un prodotto basato su ingredienti provenienti da piccoli produttori. L’impasto è ottenuto da un mix di farine biologiche, mentre il locale segue il format già collaudato a Napoli con Lievito madre al Mare. Il numero sette ricorre nel menu, a partire dalle 7 pizze (più quattro) realizzate con lievito madre e impasto a mano, condite con ingredienti di qualità eccellente, spesso presidi Slow food, selezionati e abbinati con cura.

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La pizza con i pomodorini gialli del Vesuvio e conciato romano (lo confesso, la mia preferita), quella con pomodoro del piennolo, con il pesto genovese di Roberto Panizza. la pizza “Bufala libera” con farina biologica e integrale bio, San Marzano Dop (Presidio Slow Food), olio bio e Mozzarella di Bufala Dop della Cooperativa Don Peppe Diana (Parroco eroe) “Terra Libera”, sono solo alcuni esempi delle bontà sfornate.

Il meglio della Campania lo troverete qui, insieme ai taralli sugna e pepe, ai fritti (crocchè, frittatine di pasta, polpette fritte…) e ai dolci come babà, delizie al limone, caprese e ministeriale.

Molto interessante l’idea di abbinare alcune pizze alle bollicine rosè del Franciacorta firmato Contadi Castaldi, mentre il più tradizionale connubio pizza&birra è previsto con la Nastro Azzurro.

Lievito Madre al Duomo si trova a Milano in Largo Corsia dei Servi, 11.

Tutti pazzi per il tarallo ‘nzogna e pepe: street food made in Naples

17 Ott

Tra foodie, ci si scambia informazioni, consigli e ghiottonerie. Da quando vivo a Milano ho creato un gruppetto di appassionati del tarallo napoletano ‘nzogna e pepe.

Praticamente, ogni volta che rientro da Napoli devo portarne qualche chilo da smistare agli amici golosi. Insomma, non posso tornare a mani vuote. E allora ho deciso di parlavi di uno dei miei fornitori di fiducia, tappa fissa prima di prendere un treno o un aereo diretto a Milano.

taralli napoletani

I taralli li compro da Leopoldo, un marchio che ha una storia radicata nella tradizione cittadina. Un’azienda che nel corso degli anni si è evoluta e trasformata, partendo dalla produzione di taralli fino ad arrivare ai dolci e alle paste fresche. Oggi i figli e i nipoti del tarallaro Leopoldo Infante gestiscono un’azienda di famiglia in costante evoluzione.

Leopoldo Infante junior inaugura a Spaccanapoli (il 23 ottobre), nel centro storico della città, un nuovo punto vendita: Leopoldo di Leopoldo Infante. La tradizione del tarallo ‘nzogna e pepe, street food partenopeo, è sempre molto forte, ma assume una connotazione più contemporanea.

Dal forno di Leopoldo Infante escono i taralli napoletani a base di strutto e pepe, tempestati di mandorle intere, lavorati ancora oggi rigorosamente a mano. In tarallo nasce come cibo da passeggio, ma oggi si trasforma anche in aperitivo per accompagnare delle bollicine campane.

Nella nuova sede del centro storico di Napoli, lungo il Decumano inferiore, più noto come Spaccanapoli, all’angolo con Piazza San Domenico Maggiore, il nuovo cafèbar Leopoldo spazia la sua offerta dal dolce al salato e proporrà una novità, il Tarallo all’olio d’oliva. Sono davvero molto curiosa di scoprire questo nuovo prodotto, voluto per andare incontro anche alle esigenze di chi segue una dieta vegetariana.

Un po’ di storia. Dal ‘700 il tarallo ne ha fatta di strada. Da cibo povero, trasportato dal tarallaro in apposite ceste, nato per recuperare i ritagli di pasta di pane con l’aggiunta di un po’ di strutto (‘nzogna) e di pepe nero, si è poi arricchito agli inizi dell’800 con l’inserimento delle mandorle, per diventare uno “sfizio” da abbinare a birra o vino. E ancora oggi gode di ottima salute!

 

Il Ginrosa: da aperitivo tradizionale a nuove avventure

13 Ott

Ci sono luoghi che hanno scritto la storia dell’aperitivo milanese. Botteghe storiche che hanno vissuto l’evoluzione di questa tradizione tutta meneghina. Tra questi vi è il Ginrosa, un luogo intimo, all’interno della Galleria San Babila, attivo dalla seconda metà dell’800 e frequentato dal mondo della cultura, della politica e dello spettacolo.

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Una scoperta per me che vivo la città solo da qualche anno e un’occasione per conoscere più a fondo questa tradizione.  Qui è nato l’aperitivo dalla ricetta ancora oggi segreta, da cui prende il nome il locale, attualmente gestito dalla famiglia De Luca, che ha voluto dare una svolta alla sua conduzione. Ha allungato l’apertura serale dando vita all’Enoteca Ginrosa, guidata dallo chef Massimo Moroni, proveniente dalle cucine del Don Lisander.

Riso al verde con fiori di zucca, carpaccio di capesante e tartufo nero

Tra le sue specialità i piatti e i risotti della tradizione lombarda, realizzati con un tocco personale e contemporaneo, pur rispettando la qualità delle materie prime adoperate. Qui Massimo Moroni proporrà i  piatti che lo hanno reso famoso, come il classico risotto alla milanese e qualche novità come la spuma al Ginrosa e il tournedos di manzo.

Il delizioso dessert: charlotte di pere e fichi freschi.

Il delizioso dessert: charlotte di pere e fichi freschi accompagnata dal Ginrosa.

Interessante la collaborazione tra il Ginrosa ed una delle scuole di cucina più attive della città, la Congusto Gourmet Institute, a cui è affidata l’organizzazione di alcuni corsi di caffetteria, per arricchire uno spazio aperto dedicato al gusto.

Lo chef Massimo Moroni con la famiglia De Luca, proprietaria dello storico Ginrosa di Milano

Lo chef Massimo Moroni con la famiglia De Luca, proprietaria dello storico Ginrosa di Milano

Le novità non sono ancora finite, perché a breve, la famiglia De Luca, con la collaborazione dello chef Moroni, aprirà un bistrot di stampo moderno, che si chiamerà Sei.it, dedicato a colazioni, pranzi e aperitivi dallo spirito più easy.

 

 

A Milano nasce Larte. La casa del gusto e dello stile Made in Italy

1 Ott

Non è un refuso. Larte è scritto proprio così, senza l’apostrofo. E’ il nome di uno spazio ideato dalla Fondazione Altagamma, che apre al pubblico proprio oggi, primo ottobre, a Milano. Larte è ristorante, caffè, cioccolateria, hosteria – nel senso nobile del termine derivante da hospes, l’ospite latino – galleria e shop d’eccezione.

Esterno LARTE

Quando un gruppo di imprenditori di fascia alta fa sistema, riesce a creare quelle sinergie necessarie per evidenziare il meglio delle eccellenze italiane. Partner quali Alessi, Artemide, Baratti & Milano, Bellavista, Ca’ Del Bosco, Caffarel, Cantine Ferrari, Capri Palace Hotel, illycaffè, MK Consulting, Federico Regalia, Sanpellegrino e Santo Versace, hanno concentrato le loro energie in un progetto creativo e ambizioso, che da Milano (in Via Manzoni, 5) punterà a crescere anche a livello internazionale.

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All’inaugurazione era presente un parterre di riguardo, fatto di addetti ai lavori e giornalisti, ma anche di tanti imprenditori di spicco ed esponenti dell’alta ristorazione, tra produttori e chef. Si sa, che le inaugurazioni non sono sempre i momenti più opportuni per capire fino in fondo l’intenzione che si cela dietro un progetto del genere. In questo caso, si è percepito subito il grande valore che Larte attribuisce al concetto di ospitalità, sintesi del bello e del buono, tra alta ristorazione e arte, grandi vini e design.

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Quel giardino inventato nel cuore di Milano

3 Ago

Lo confermo, Milano va scoperta poco a poco. Si svela lentamente e si lascia ammirare da chi è curioso e sbircia, magari buttando l’occhio in un cortile, allontanandosi da negozi e frenesia metropolitana. E’ così che si scoprono anche piccole oasi gourmet come Corsia del Giardino, un nuovo bistrot e pasticceria, incastonato nel verde in via Manzoni.

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