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A Milano la paella di Ricardo è come si fa a Valencia

16 Nov

Lui è valenciano doc, ma vive in Italia da circa 18 anni. La passione per il buon cibo e le tradizioni culinarie legate alla sua terra di origine non lo hanno mai abbandonato e dopo un periodo di attività come chef a domicilio, è riuscito a realizzare il suo sogno.

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Foto credits: Laura La Monaca

Ha aperto un ristorante a Milano, ma dimenticatevi locali patinati e glamour, qui si va dritti alla sostanza. Sul fuoco le paelleras, le tradizionali padelle basse e nere, fondamentali per la riuscita della preparazione. Ai fornelli della cucina a vista, piastrellata con ceramiche tipiche spagnole, c’è solo Ricardo Traver Bonillo, è lui il patron di PaellaMi. A Ricardo piace cucinare la tradizione, ha avuto come maestre la mamma e la nonna, ma ama anche raccontare la sua terra e le sue origini.

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Foto credits: Laura La Monaca

Qui si trovano sempre cinque tipi di paella (con carne, pesce e verdure), tra cui la fideuà, versione tipica del levante spagnolo a base di pasta, ma poco nota da queste parti, e poi autentiche tapas iberiche, sangria a fiumi e ovviamente per dessert la crema catalana. Ricordatevi che non potrete andar via da PaellaMi senza aver bevuto un bicchierino di Orujo a fine pasto.

Questa è la ricetta della sua paella valenciana a base di carne. Non ci resta che leggere e provare a farla.

Ingredienti (per 4 persone)

600 g di carne di pollo, coniglio e puntine di maiale a pezzetti
100 g di piattoni
50 g di piselli
50 g di fagioli bianchi di spagna
1/2 peperone rosso tagliato a pezzi
1 spicchio di aglio tritato
1 cucchiaino di paprika dolce
100 g di passata di pomodoro
Zafferano
400 g di riso bomba (o carnaroli)
Acqua
Olio evo
Sale

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La paella valenciana: con carne e verdure

 

Preparazione

Riscaldare l’olio nella paellera e rosolare la carne tagliata a pezzi, aggiungere le verdure pulite e tagliate, il peperone rosso, l’aglio, la paprika e la passata di pomodoro.

Versare l’acqua necessaria per la cottura, i piselli e i fagioli e lasciar cuocere per circa 15/20 minuti.

Regolare di sale, aggiungere lo zafferano e poi il riso. Mescolare, per distribuire bene il riso, e cuocere circa 15/18 minuti.

 

A proposito di ricette che ricordano casa: melanzane a scarpone

5 Ott

Sicuramente vi è più familiare il nome melanzane a barchetta, ma a Napoli le chiamiamo a scarpone.

Un piatto semplice, certamente di origini povere, che poi ha subito diverse evoluzioni. Questa è la ricetta che si prepara nella mia famiglia. Ho aggiunto i pomodorini freschi, in alternativa, c’è chi usa del sugo di pomodoro.

melanzane

 

Un piatto leggero, ma gustoso, che riesce bene con le melanzane di forma allungata e di colore viola scuro. Di solito hanno pochi semi all’interno e sono tipiche del napoletano. In realtà, ho avuto a disposizione le melanzane raccolte nel piccolo orto di mia sorella, che si trova in zona flegrea (a due passi da Napoli) e che le sta dando delle piccole soddisfazioni.

Melanzane a scarpone

Ingredienti

4 melanzane lunghe, 2 cucchiai di capperi di Salina sotto sale, 100 g di olive nere di Gaeta, 150 g di pomodorini, olio extra vergine d’oliva, sale, pangrattato, 1 spicchio d’aglio, origano secco, basilico fresco.

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Tagliare le melanzane a metà, di lungo, dopo aver eliminato il peduncolo un po’ spinoso, svuotarle della polpa, che andrà tagliata a cubetti. Cospargere le melanzane con del sale grosso e metterle in uno scolapasta. Dopo circa un’ora sciacquarle e strizzarle bene.

In una padella con aglio e un filo d’olio, saltare, per qualche minuto, la polpa delle melanzane insieme a capperi e olive snocciolate. Salare leggermente.

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Farcire con questo composto le barchette di melanzane, aggiungendo i pomodorini tagliati a spicchi, il basilico fresco e una spolverata generosa di pangrattato e origano secco.

Mettere le barchette in una teglia con un filo d’olio e qualche cucchiaio d’acqua e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 50/60 minuti.

Le Ricette di Famiglia di VéGé

30 Set

Tra i vari motivi che qualche anno fa mi hanno spinta ad aprire questo blog, al primo posto, c’è sicuramente la voglia di condividere le ricette che mi stanno più a cuore. Le ricette legate alle mie origini, le ricette della mia famiglia.

Un  modo, come tanti, di sentirmi più vicina alle persone e alla città che ho lasciato, per trasferirmi a Milano. I ricettari di famiglia raccontano storie, tradizioni e momenti di vita vissuta, sono un po’ come un diario personale del gusto.

Proprio alle ricette di casa, si ispira il concorso Ricette di famiglia VéGé, un invito a tirare fuori la propria cultura gastronomica e mettersi alla prova, realizzando un piatto con un ingrediente Delizie VéGé. Basta caricare foto e ricetta sul sito del concorso per vincere subito dei buoni spesa (le prime 1000 ricette caricate avranno immediatamente un buono sconto) e condividere l’esperienza con la propria rete di contatti.

Il concorso si divide in tre fasi, fino al 4 ottobre ci si dedica ai primi piatti, dal 5 al 18 ottobre ai secondi e dal 19 ottobre al 1 novembre ai dolci. La ricetta più votata dal web in ciascuna delle tre fasi andrà in finale, riceverà in premio dei buoni spesa e un set di pentole. Sono previsti riconoscimenti anche per il secondo e terzo classificato.

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Intanto, il critico gastronomico Leonardo Romanelli insieme a una giuria di qualità composta da food blogger decreterà i finalisti, considerando anche i voti arrivati dalla rete. I vincitori cucineranno il proprio piatto forte all’interno di una delle puntate della web serie “Le delizie di Leonardo” di Leonardo Romanelli, contendendosi un robot da cucina professionale, 1000 euro in buoni spesa e la partecipazione a una puntata speciale de “Le delizie di Leonardo”.

Qui potete scoprire tutti gli aggiornamenti del concorso. In bocca al lupo!

E questa è la ricetta che ho preparato pensando al concorso.

Zuppetta di fagioli cannellini con gamberi piccanti

Ingredienti (per 2 persone)

200 g fagioli cannellini Delizie Végé, 8 gamberi, 4 cucchiai olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaino olio extravergine al peperoncino, 1 spicchio d’aglio, 1 rametto di rosmarino, 1/2 cucchiaino di peperoncino piccante in polvere, qualche cucchiaio di brodo vegetale, sale

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Procedimento

Scaldare due cucchiai di olio evo con lo spicchio d’aglio, aggiungere i fagioli privati del liquido di conservazione e lasciarli insaporire per qualche minuto. Regolare di sale, togliere l’aglio e frullare con il miniprimer, aggiungendo qualche cucchiaio di brodo vegetale caldo per regolare la densità preferita.

Sbollentare per due minuti i gamberi, sgusciarli e passarli in una padella calda con un filo d’olio. Salare e aggiungere una spolverata di peperoncino piccante.

Servire la vellutata di cannellini con lo spiedino di gamberi piccanti, un rametto di rosmarino e qualche goccia di olio extravergine al peperoncino.

Fusilli integrali con salmone, caprino e lime

10 Set

L’estate non è ancora finita (provo ad autoconvincermi). In realtà le belle giornate di settembre, con il sole ancora caldo, ma l’aria fresca di primo mattino e in serata, sono la rappresentazione del mio clima ideale.

Pasta integrale con salmone, caprino e lime

Fusilli integrali con salmone, caprino e lime

E allora, approfitto per preparare un piatto dal sapore fresco e delicato, ideale da gustare tiepido. Ci vuole davvero poco a realizzarlo, basta utilizzare degli ottimi ingredienti e della pasta corta integrale, ricca di fibre.

Se volete scoprire la ricetta e il vino che ho scelto in abbinamento, vi invito a leggere il blog di Mezzacorona.
Buona lettura!

Il mare, i fichi e settembre alle porte

31 Ago

Ho trascorso le vacanze nella mia regione, la Campania. Un periodo che, anche se breve, è riuscito a farmi ritrovare la carica necessaria per ritornare alla quotidianità milanese. Prima di tutto il mare. Svegliarsi ogni mattina guardando il mare è un dono davvero prezioso e in questo periodo ho fatto il pieno di cose preziose, semplici, buone e belle.

Ho trascorso alcuni giorni, insieme agli amici di sempre, in Cilento, terra meravigliosa, ricca di bontà: dalla mozzarella di bufala ai fichi, passando per le alici.

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Ho fatto delle scorpacciate di fichi, dolci e succosi e ne ho portati un po’ a casa dei miei, prima di rientrare a Milano. In realtà contavo di preparare delle confetture, ma prendine uno, mangiane un altro, uno alla sorella e l’altro alla nipotina… i fichi sono spariti senza lasciare tracce.

Però, sono riuscita a preparare questo dolce, semplice, profumato e genuino. Ora, può anche arrivare settembre.

Sbriciolata ai fichi

Ingredienti

400 g di farina 00, 150 g di zucchero di canna (più due cucchiai), 120 g di olio extravergine d’oliva, 2 uova, buccia grattugiata di mezzo limone (non trattato), 1 cucchiaino raso di lievito per dolci, 15 fichi bianchi del Cilento, zucchero a velo.

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Procedimento

Mescolare la farina e l’olio fino ad ottenere un impasto sabbioso, aggiungere le uova, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone e il lievito. Mescolare per far amalgamare gli ingredienti, ma non lavorare troppo l’impasto, che dovrà comunque risultare sabbioso.

In una teglia di 24 cm di diametro, mettere un foglio di carta forno e stendere circa la metà dell’impasto sbriciolato. Sbucciare e distribuire i fichi freschi, aggiungere due cucchiai di zucchero di canna e ricoprire con altre briciole di impasto.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° C per circa 35/40 minuti. Far raffreddare e servire la sbriciolata ai fichi cosparsa di zucchero a velo.

Shrimp Roll

17 Lug

Eccomi con una “ricetta non ricetta”. L’ispirazione è arrivata da qui anche se poi ho apportato qualche piccola variazione, complice il caldo afoso di questi giorni e la voglia di ricreare qualcosa che assomigliasse a un lobster roll.

Qui a Milano è scoppiata la lobster roll mania. Il cibo da strada a base di astice, tipico del Maine, mi sa che sta per prendere il posto degli hamburger gourmet. L’offerta sta diventando interessante.

Questa che vi propongo è un’idea veloce da realizzare, ideale per una cenetta o uno spuntino improvvisato.

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Shrimp Roll: il panino con gamberetti

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Ingredienti

6 panini morbidi (tipo quelli al latte, lunghi)
250 g di gamberetti sgusciati
2 coste di sedano
2 cipollotti freschi
1 cucchiaino di succo di limone
100 g di insalata
sale
pepe

Per la maionese senza uova
100 ml di latte di soia
100 ml di olio d’oliva leggero (o olio di semi)
succo di mezzo limone
1/2 cucchiaino di senape
1 pizzico di curcuma
1 pizzico di sale

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Dal Lobster Roll allo Shrimp Roll casalingo

Preparazione

Per prima cosa preparare la maionese senza uova. Versare il latte di soia, l’olio, il succo di limone filtrato, la senape, la curcuma e il sale nel bicchiere del miniprimer e azionarlo per circa un minuto. Si otterrà quasi subito un composto cremoso e omogeneo. Metterlo in frigorifero.

Intanto, lessare per qualche minuto i gamberetti sgusciati, (ovviamente i tempi di cottura dipendono dal tipo e dalla dimensione di gamberi o gamberetti utilizzati). Lasciarli raffreddare.

Tagliare a pezzettini il sedano e i cipollotti freschi. Metterli in una ciotola insieme ai gamberetti, condire con un cucchiaino di succo di limone, un pizzico di sale e di pepe e due cucchiai di maionese senza uova. Mescolare bene.

Tagliare i panini e mettere una base di insalata (scegliere quella preferita) lavata, tagliata e asciugata, e aggiungere i gamberetti conditi con la salsa di maionese senza uova.

Spaghetto quadrato spezzato con cicerchie, vongole e olio al limone

18 Giu

A fine aprile, sono stata in Molise. Ve lo ricordate? Se volete rinfrescarvi la memoria, leggete qui.

Ho visitato Campobbasso e dintorni, conosciuto delle eccellenze enogastronomiche, tra cui il Pastificio La Molisana, un’azienda storica, con cui spesso si identifica un intero territorio.

Il Molise è una regione un po’ “nascosta”, di cui si sente parlare poco, ma grazie alla tenacia e alla passione che contraddistingue i suoi abitanti, oggi si può riscontrare una controtendenza rispetto a qualche tempo fa.

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Voglio raccontare questa bellissima regione e la sua semplicità attraverso una ricetta. Tra gli oltre cento formati di pasta La Molisana ho scelto quello che più la rappresenta, lo spaghetto quadrato. L’ho utilizzato spezzato, quasi a rappresentare le tante sfaccettature di un territorio, diviso tra mare e collina, tratturi, distese di ulivi e campi di grano.

Eccolo abbinato ad un antico legume, le cicerchie, per sottolineare il legame con la terra, alle vongole che conferiscono la giusta mineralità e ricordano il mare, mentre un filo di olio extravergine al limone bio di Marina Colonna, messo a crudo alla fine, imprime al piatto una marcia in più.

Sono partita dal classico spaghetto alle vongole, tipico della tradizione partenopea, a cui sono legata a doppio filo, per rendere anche un omaggio alle origini campane della famiglia Ferro, che gestisce l’intera filiera produttiva de La Molisana, dal mulino con la selezione e la lavorazione del grano, al pastificio, a cui ha dato nuova vita.

Spaghetto quadrato spezzato con cicerchie, vongole e olio al limone

Ingredienti per 2 persone

160 g di Spaghetti Quadrati La Molisana
500 g di Vongole
125 g di Cicerchie (lessate)
2 Spicchi d’aglio
Sale
Olio extravergine d’oliva
Olio extravergine d’oliva Granverde al limone bio Marina Colonna
Prezzemolo fresco tritato

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Procediemento

Sciacquare bene le vongole sotto l’acqua corrente. In una padella dai bordi alti, soffriggere uno spicchio d’aglio con un filo d’olio, mettere le vongole, coprirle con un coperchio e aspettare che si aprano. Sgusciarle, ma ricordarsi di lasciarne alcune intere per la decorazione del piatto. Filtrare e tenere da parte l’acqua rilasciata dalle vongole (1/2 bicchiere circa).

Intanto, far imbiondire in una pentola l’aglio con l’olio (2 cucchiai), aggiungere le cicerchie lessate e farle insaporire. Aggiungere un po’ d’acqua e cuocere ancora per qualche minuto. Tenere da parte metà delle cicerchie da ridurre in purea con il frullatore a immersione.

Versare un paio di bicchieri d’acqua (compresa quella delle vongole) sulle cicerchie rimaste in pentola e portare a bollore. Nel frattempo, spezzare a mano gli spaghetti crudi.

Quindi, aggiungere la pasta, versare la purea di cicerchie e un po’ di acqua calda. Attenzione a non aggiungere troppa acqua all’inizio, ma versarne poco per volta, fino a completare la cottura della pasta, che nel frattempo avrà assorbito tutto il liquido. Regolare di sale e in ultimo versare le vongole sgusciate. Girare bene e impiattare aggiungendo le vongole con il guscio, un filo di olio al limone e, volendo, del prezzemolo fresco tritato.

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Il racconto “In Molise siamo così” continua sul blog de La Molisana, mentre la prossima ricetta la troverete il 23 giugno sul blog di Teresa – Scattigolosi.