Archive | Ristoranti RSS feed for this section

A Milano la paella di Ricardo è come si fa a Valencia

16 Nov

Lui è valenciano doc, ma vive in Italia da circa 18 anni. La passione per il buon cibo e le tradizioni culinarie legate alla sua terra di origine non lo hanno mai abbandonato e dopo un periodo di attività come chef a domicilio, è riuscito a realizzare il suo sogno.

_MG_6482

Foto credits: Laura La Monaca

Ha aperto un ristorante a Milano, ma dimenticatevi locali patinati e glamour, qui si va dritti alla sostanza. Sul fuoco le paelleras, le tradizionali padelle basse e nere, fondamentali per la riuscita della preparazione. Ai fornelli della cucina a vista, piastrellata con ceramiche tipiche spagnole, c’è solo Ricardo Traver Bonillo, è lui il patron di PaellaMi. A Ricardo piace cucinare la tradizione, ha avuto come maestre la mamma e la nonna, ma ama anche raccontare la sua terra e le sue origini.

_MG_6483

Foto credits: Laura La Monaca

Qui si trovano sempre cinque tipi di paella (con carne, pesce e verdure), tra cui la fideuà, versione tipica del levante spagnolo a base di pasta, ma poco nota da queste parti, e poi autentiche tapas iberiche, sangria a fiumi e ovviamente per dessert la crema catalana. Ricordatevi che non potrete andar via da PaellaMi senza aver bevuto un bicchierino di Orujo a fine pasto.

Questa è la ricetta della sua paella valenciana a base di carne. Non ci resta che leggere e provare a farla.

Ingredienti (per 4 persone)

600 g di carne di pollo, coniglio e puntine di maiale a pezzetti
100 g di piattoni
50 g di piselli
50 g di fagioli bianchi di spagna
1/2 peperone rosso tagliato a pezzi
1 spicchio di aglio tritato
1 cucchiaino di paprika dolce
100 g di passata di pomodoro
Zafferano
400 g di riso bomba (o carnaroli)
Acqua
Olio evo
Sale

20151026_190705-01

La paella valenciana: con carne e verdure

 

Preparazione

Riscaldare l’olio nella paellera e rosolare la carne tagliata a pezzi, aggiungere le verdure pulite e tagliate, il peperone rosso, l’aglio, la paprika e la passata di pomodoro.

Versare l’acqua necessaria per la cottura, i piselli e i fagioli e lasciar cuocere per circa 15/20 minuti.

Regolare di sale, aggiungere lo zafferano e poi il riso. Mescolare, per distribuire bene il riso, e cuocere circa 15/18 minuti.

 

Al ristorante Erba Brusca con MiSiedo.com

12 Mag

Era da un po’ che volevo provare il ristorante Erba Brusca di Milano, dove in cucina c’è la chef Alice Delcourt. Allora, ho approfittato dell’invito di MiSiedo.com e ho prenotato un tavolo per due, utilizzando il servizio real time di prenotazione tavoli. Con MiSiedo è stato semplice, veloce e soprattutto gratuito.

Ho fatto tutto online: mi sono registrata al sito, ho scelto il ristorante, ho verificato la disponibilità del tavolo, ho prenotato e ottenuto subito la conferma del posto. Arrivata all’Erba Brusca ho solo dato il mio nome all’ingresso e poi mi sono goduta una cena in un luogo al confine tra la campagna e la città, lungo il Naviglio Pavese.

Carte blanche all'Erba Brusca

Carte blanche all’Erba Brusca

Ho deciso di affidarmi ad Alice Delcourt per fare un’esperienza di gusto guidata dalla chef e dal suo staff. Ecco perché ho scelto il menu carte blanche, ovvero, carta bianca. Alice ha proposto quattro portate completamente a sua discrezione. Basta solo segnalare ingredienti non graditi o intolleranze. Al resto, ci pensa lei!

Abbiamo iniziato con un’insalata. Banale? Non direi proprio, soprattutto perché era stata appena raccolta nell’orto che si trova dietro il ristorante e arricchita con spezie e semi di girasole, sesamo e spicchi di arancia pelati a vivo.

Il risotto di Alice Delcourt

Il risotto di Alice Delcourt

A sorpresa è arrivato un uovo pochè accompagnato da asparagi, crema alle acciughe e burro nocciolato. La terza portata è stata la regina: risotto con salsiccia, timo fresco e lamponi. Un gusto bilanciato, delicato e nuovo per quanto mi riguarda. Proverò a rifarlo, chissà…

Poi è arrivato il pre dessert, un bicchierino di crème fraîche con crumble (non ci sono foto perché me lo sono pappato prima di poterlo immortalare!). Il dessert vero e proprio lo abbiamo scelto noi. Curiosità per la caprese con crema al latte e limone e la pavlova con panna al cardamomo e fragole al basilico e aceto balsamico. Una vera goduria!

LInterno dellErba Brusca -  foto di Michele Nastasi tratta dal sito web del ristorante

Interno dell’Erba Brusca – foto di Michele Nastasi tratta dal sito web del ristorante

Ho deciso che all’Erba Brusca ci ritornerò presto, magari a pranzo, per approfittare degli spazi all’aperto e per assaggiare il cous cous per cui Alice è molto apprezzata, tanto da vincere più di un’edizione del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo. E ci tornerò prenotando ancora una volta con MiSiedo.

Il sogno di Victoire

2 Mag

Victoire aveva un sogno. Victoire è riuscita a realizzare il suo sogno. Victoire oggi ha un ristorante con una cucina tutta per sé.

Victoire Gouloubi è nata nella Repubblica del Congo, ma vive in Italia da diversi anni, dove ha frequentato la scuola della Federazione Nazionale Cuochi a Feltre, in Veneto, per poi lavorare con chef prestigiosi come Claudio Sadler, Fabrizio Ferrari, Marc Farellacci. Da qualche mese è protagonista della cucina nel suo ristorante a Milano, che come lei si chiama Victoire.

Victoire
Quando parla del suo lavoro, le brillano gli occhi e traspare una grande passione condita da molta gioia. La sua è una cucina tutta italiana, che però non può fare a meno di accostare e sperimentare i profumi che le ricordano la terra d’origine.

La curiosità e la ricerca dell’equilibrio sono due costanti che ho ritorvato nei suoi piatti. Il menu è semplice (in carta ci sono anche gli spaghetti al pomodoro. Prepararli come si deve non è così scontato!) e in costante evoluzione. Cambia spesso, seguendo le stagioni e ciò che offre il mercato.

Collinetta su pane cunzato

Collinetta su pane cunzato

Ho avuto il piacere di assaggiare la collinetta di Marco d’Oggiono su pane cunzato, seguita da un sorprendente risotto al mango con acciughe di Monterosso e peperoncino Pimenton e dei ravioli fatti a mano ripieni di salame d’oca con fonduta di Bagòss al rosmarino.

Il risotto

Il risotto

 

Tra i secondi ho amato molto il trancio di spigola affumicato al sale d’arancio con ratatouille di verdure. Mentre è arrivato anche un carrè d’agnello da latte marinato nella pampa (mix di spezie Argentine) con coulis di mirtilli. Il dolce, una mousse di panna alle rose rosse e lamponi, era davvero delizioso.

Il dessert

Il dessert

“Vorrei che Victoire – afferma la chef – fosse il ristorante dedicato a quella cucina italiana che sa far tesoro di tutti i sapori e i profumi del mondo”. Mi sa che ci sono davvero tutte le premesse. L’ambiente è molto accogliente e contemporaneo, c’è anche un piano inferiore più intimo e riservato.

In bocca al lupo Victoire!

Tanti auguri Antica Focacceria San Francesco: 180 anni di cucina popolare!

14 Apr

A Milano sono tanti i sapori che arrivano da tutta Italia. Un pezzo della Sicilia più autentica, quella legata al cibo da strada, lo si trova dal 2009 all’Antica Focacceria San Francesco. Da Palermo a Milano, passando pera Roma, il luogo culto dello street food palermitano, racconta la storia di una città.

La sede storica di Palermo

La sede storica di Palermo. (Foto tratta dalla pagina Facebook dell’Antica Focacceria San Francesco)

Il mio incontro con la cucina della Focacceria è passato attraverso una cena narrata per celebrare i 180 anni della sede storica. Ricette e piatti che affondano le radici in secoli di tradizioni gastronomiche siciliane, che hanno influenze greche, arabe, spagnole e francesi.

Un momento della cena narrata all'Antica Focacceria San Francesco di Milano

Un momento della cena narrata all’Antica Focacceria San Francesco di Milano

Era il 1834 quando Salvatore Alaimo, dopo anni al servizio dei Principi di Cattolica come monsù (maestro di servizio in cucina), riceve in dono la cappella sconsacrata di un antico palazzo nel cuore di Palermo. Sulla porta d’ingresso, appende una tavola con inciso “Focacceria” e cucina per il popolo la focaccia “schietta” (che in siciliano significa nubile o vergine), a base di ricotta e strutto, ingredienti che nel colore evocano il bianco del velo nuziale delle giovani spose.

Un'immagine d'archivio della sede di Palermo (foto tratta dalla pagina faceboo dell'Antica Focacceria San Francesco)

Un’immagine d’archivio della sede di Palermo (foto tratta dalla pagina facebook dell’Antica Focacceria San Francesco)

Nel 1851Salvatore Alaimo crea la focaccia “maritata”, alla tradizionale focaccia “schietta” viene aggiunto un taglio di carne economico, ma cucinato in modo gustoso. Così anche i meno abbienti possono mangiare la carne e avere accesso alla tavola della Focacceria accanto ai ricchi.

Le arancine, la focaccia schietta e la focaccia maritata, cazzilli, caponata, panelle

Le arancine, i cazzilli, la caponata e le panelle. La focaccia schietta e quella maritata

Con il tempo, l’offerta della Focacceria si amplia e arrivano panelle, cazzilli e sfincione. Ai tavoli si incontrano abitualmente scrittori e artisti come Pirandello, Sciascia e Guttuso. Ancora oggi le linee e il design del logo, dei tavoli in ghisa e delle sedie in ferro battuto, ideati dall’architetto Ernesto Basile, sono presenti in tutti i ristoranti della penisola, creando un elemento di continuità anche nell’ambiente.

La pasta alla Norma e quella con il pesto di pistacchi. Peppino, il cuoco della sede di Milano

La pasta alla Norma e quella con il pesto di pistacchi, sarda a beccafico.

Nel 1902, il locale viene definitivamente battezzato “Antica Focacceria San Francesco”, dal nome della piazza su cui affaccia, e nel menù entrano nuovi piatti come arancine e sarde a beccaficoDal 1939 diventa una vera e propria istituzione, la famiglia Conticello eredita l’Antica Focacceria e la porta avanti fino ad oggi, quando entra a far parte del gruppo Feltrinelli.

Peppino è il cuoco della sede di Milano. Tutti i dolci, arrivano dalla "casa madre" di Palermo.

Peppino è il cuoco della sede di Milano. Tutti i dolci, arrivano da Palermo: dalla sette veli al cannolo, dalla cassata alla delizia al pistacchio.

Il cibo popolare, riesce a raccontare uno spaccato della storia del luogo da cui proviene. Così scopro che la caponata nasce come cibo per galeotti e i “cazzilli” prendono questo nome tra le mura di un convento di suore. Se dico “panelle” non posso non pensare alla Sicilia e devo ammettere che, insieme alla pasta alla Norma e quella al pesto di pistacchi, sono stati i piatti che ho apprezzato di più.  Ma fare una classifica è davvero dura… Vogliamo parlare dei dolci?

Se cercate la storia dei piatti e le ricette originali dell’Antica Focacceria San Francesco, le trovate qui.

 

Dim Sum: piccole e raffinate delizie orientali

7 Mar

Cosa sono i Dim Sum? Piccoli bocconcini raffinati “che toccano il cuore”, piattini della tradizione cinese, a base di carne, pesce, verdura e uova, ma anche zuppe e piccoli dolci, cotti a vapore o fritti e serviti con il tè, tanto che l’intera esperienza del pasto viene chiamata Yum Cha (letteralmente bere il tè).

Dim Sum Milano (foto: Matteo Barro)

Dim Sum Milano (foto: Matteo Barro)

Spopolano a New York, Parigi, Londra e da qualche mese sono approdati a Milano. Un nuovo trend che inaugura la riscoperta di una certa cucina d’impronta cinese. Il ristorante che li propone, si chiama proprio Dim Sum ed è un locale dal design contemporaneo ed essenziale, ma molto accogliente. Dimenticate la Cina fatta di draghi e lanterne rosse!

dim sum_cucina_

La cucina a vista, targata Marrone, è davvero un bel vedere. Gli spazi sono ben studiati e misurati per consentire la funzionalità perfetta di tutti gli elementi che la compongono. Mentre i cuochi lavorano sotto gli occhi curiosi degli ospiti, in un ambiente altamente tecnologico, progettato su misura e dal design italiano, non aspettatevi il servizio in sala con il tipico carrello della tradizione orientale.

Bacchette Dim Sum

I dim sum vengono serviti direttamente a tavola nei cesti di bambù e sulle ceramiche Villeroy & Boch. Le mini portate della tradizione cantonese, sono da mangiare rigorosamente con le innovative bacchette d’acciaio Branch di Broggi 1818, che fanno parte di una collezione originale che da vita ad un nuovo rapporto tra occidente e oriente.

I dim sum _

i dim sum

Tra i deliziosi piattini assaggiati, ho amato molto i ravioli di gamberi, cernia e zenzero, chianina. Gustosi, ma al tempo stesso molto leggeri. La polpettina di gambero e gli involtini con verdure hanno preceduto il riso saltato, reso croccante dalla pasta kataifi, in accompagnamento al pollo con verdure e funghi. Con il gelato al tè verde si è conclusa una delicata esperienza di gusto. Ma le combinazioni e le portate possono essere infinite.

Dalla Sicilia all’India, passando per Bergamo

28 Nov

Cosa succede se la Sicilia e l’India si incontrano a tavola? Al ristorante Monnalisa di Bergamo, la signora Teresa Merlo, siciliana e grande estimatrice delle materie prime della sua regione di origine, ancora oggi, dopo anni, ritorna nell’isola dove è nata e seleziona direttamente i prodotti da utilizzare nel ristorante che gestisce insieme a marito e figlie, a due passi dalla città alta.

L'insegna del ristorante MonnaLisa

L’insegna del ristorante MonnaLisa

Inoltre, grazie al marito angloindiano, Teresa ha portato nella cucina del MonnaLisa i profumi di spezie lontane e i sapori conosciuti attraverso i racconti e le abitudini dei nuovi parenti. Ed è così che la cultura siciliana si integra con quella indiana, le ricette della tradizione si arricchiscono di aromi nuovi, per dar vita ad una inconsueta esperienza di gusto.

Più o meno con frequenza mensile, al MonnaLisa viene proposto un inedito menu fusion indo-siciliano. Da questo menu a tema, ho assaggiato una gustosa crema di sedano al profumo di anice con fagioli “badda” del Parco Naturale delle Madonie e gamberi rossi di Mazara del Vallo, appena scottati e insaporiti con del curry.

Monnalisa_1

Continua a leggere

All’Aqualux Hotel di Bardolino tra relax eco-sostenibile e piatti gourmet

18 Ott

Me l’avevano preannunciato che avrei trascorso un bel week end di relax, e così è stato all’Aqualux Hotel Spa Suite&Terme di Bardolino, sulla sponda veronese del lago di Garda.

Piscine esterne

Piscine esterne

Un albergo decisamente attraente e completamente eco-compatibile, realizzato seguendo il concetto di risparmio energetico e con la consapevolezza, grazie alla certificazione ClimaHotel, di offrire agli ospiti un benessere nel rispetto della natura e delle caratteristiche del luogo.

Piscine interne

Piscine interne

Belli e avvolgenti i colori tipici della natura e della terra, tra cromatismi e pareti d’acqua, che fanno da filo conduttore in tutti gli ambienti, attraverso i 17.000 mq di superficie, le 113 camere e suite, le 8 piscine, l’AquaSpa & Wellness e il Centro Fitness.

Lo chef Angelo Ruatti

Lo chef Angelo Ruatti

Anche la cucina del ristorante Drops Food&Wine, rispecchia la filosofia della semplicità nel rispetto della materia prima, della tipicità e del mangiar sano, ma con gusto. Infatti, l’incontro con lo chef Angelo Ruatti, che ha aperto la sua cucina ai blogger curiosi di vederlo all’opera, ha confermato questo approccio.

Continua a leggere