Le Ricette di Famiglia di VéGé

30 Set

Tra i vari motivi che qualche anno fa mi hanno spinta ad aprire questo blog, al primo posto, c’è sicuramente la voglia di condividere le ricette che mi stanno più a cuore. Le ricette legate alle mie origini, le ricette della mia famiglia.

Un  modo, come tanti, di sentirmi più vicina alle persone e alla città che ho lasciato, per trasferirmi a Milano. I ricettari di famiglia raccontano storie, tradizioni e momenti di vita vissuta, sono un po’ come un diario personale del gusto.

Proprio alle ricette di casa, si ispira il concorso Ricette di famiglia VéGé, un invito a tirare fuori la propria cultura gastronomica e mettersi alla prova, realizzando un piatto con un ingrediente Delizie VéGé. Basta caricare foto e ricetta sul sito del concorso per vincere subito dei buoni spesa (le prime 1000 ricette caricate avranno immediatamente un buono sconto) e condividere l’esperienza con la propria rete di contatti.

Il concorso si divide in tre fasi, fino al 4 ottobre ci si dedica ai primi piatti, dal 5 al 18 ottobre ai secondi e dal 19 ottobre al 1 novembre ai dolci. La ricetta più votata dal web in ciascuna delle tre fasi andrà in finale, riceverà in premio dei buoni spesa e un set di pentole. Sono previsti riconoscimenti anche per il secondo e terzo classificato.

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Intanto, il critico gastronomico Leonardo Romanelli insieme a una giuria di qualità composta da food blogger decreterà i finalisti, considerando anche i voti arrivati dalla rete. I vincitori cucineranno il proprio piatto forte all’interno di una delle puntate della web serie “Le delizie di Leonardo” di Leonardo Romanelli, contendendosi un robot da cucina professionale, 1000 euro in buoni spesa e la partecipazione a una puntata speciale de “Le delizie di Leonardo”.

Qui potete scoprire tutti gli aggiornamenti del concorso. In bocca al lupo!

E questa è la ricetta che ho preparato pensando al concorso.

Zuppetta di fagioli cannellini con gamberi piccanti

Ingredienti (per 2 persone)

200 g fagioli cannellini Delizie Végé, 8 gamberi, 4 cucchiai olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaino olio extravergine al peperoncino, 1 spicchio d’aglio, 1 rametto di rosmarino, 1/2 cucchiaino di peperoncino piccante in polvere, qualche cucchiaio di brodo vegetale, sale

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Procedimento

Scaldare due cucchiai di olio evo con lo spicchio d’aglio, aggiungere i fagioli privati del liquido di conservazione e lasciarli insaporire per qualche minuto. Regolare di sale, togliere l’aglio e frullare con il miniprimer, aggiungendo qualche cucchiaio di brodo vegetale caldo per regolare la densità preferita.

Sbollentare per due minuti i gamberi, sgusciarli e passarli in una padella calda con un filo d’olio. Salare e aggiungere una spolverata di peperoncino piccante.

Servire la vellutata di cannellini con lo spiedino di gamberi piccanti, un rametto di rosmarino e qualche goccia di olio extravergine al peperoncino.

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Un angolo di Francia a Milano

17 Set

Milano è una città in costante trasformazione, in fermento continuo, ricca di stimoli e novità. Non fai in tempo a provare un nuovo caffè o ristorante, che subito ne arriva un altro da inserire nella to do list.

Di tanto in tanto segnalo dei posti che mi piacciono, con cui è “amore a prima vista”. Le Vrai è uno di questi.

Tra croissant e pain au chocolat

Tra croissant e pain au chocolat

Appena nato, Le Vrai, è un bel mix di tradizioni e sapori francesi: brasserie, café, boulangerie ed epicerie. L’area boulangerie ricca di croissant, pain au chocolat, pani e baguette artigianali (il laboratorio si intravede alle spalle del banco) è sempre ben fornita e come nella migliore tradizione francese, qui si sforna pane fresco nell’arco di tutta la giornata.

L'area boulangerie

L’area boulangerie

Dalla prima colazione, al pranzo, passando per l’aperitivo in attesa della cena, Le Vrai è aperto tutti i giorni fino a tarda sera. Lo chef Patrick Massera, originario del nord della Francia è stato allievo di Gualtiero Marchesi e gestisce la cucina della brasserie al piano superiore, in un ambiente che ricalca lo stile autentico francese, grazie al contributo dell’architetto e interior designer Karine Lewkowicz di Parigi.

La cucina a vista al primo piano della brasserie

La cucina a vista al primo piano della brasserie

Tra un café gourmand, un Croque Monsieur o una selezione di formaggi francesi di stagione, il progetto di Claire Pauze, managing director di Le Vrai, prende vita dalla “volontà di presentare la “vera” tradizione gastronomica francese, a chi cerca una cucina varia e sincera“.

La mostarda alla spina

La senape alla spina

Nei diversi corner dell’epicerie si trovano golosità in ordine sparso, ma una vera attrazione per i food lover è la senape Maille venduta fresca, in vasetti da riempire al momento e da riportare vuoti per il refill.

Per trovare Le Vrai, basterà seguire il profumo del burro e delle baguette fragranti, realizzate con 100% farina bretone, che si diffonde in Via Galileo Galilei (angolo Viale Monte Santo) in zona Porta Nuova a Milano.

Fusilli integrali con salmone, caprino e lime

10 Set

L’estate non è ancora finita (provo ad autoconvincermi). In realtà le belle giornate di settembre, con il sole ancora caldo, ma l’aria fresca di primo mattino e in serata, sono la rappresentazione del mio clima ideale.

Pasta integrale con salmone, caprino e lime

Fusilli integrali con salmone, caprino e lime

E allora, approfitto per preparare un piatto dal sapore fresco e delicato, ideale da gustare tiepido. Ci vuole davvero poco a realizzarlo, basta utilizzare degli ottimi ingredienti e della pasta corta integrale, ricca di fibre.

Se volete scoprire la ricetta e il vino che ho scelto in abbinamento, vi invito a leggere il blog di Mezzacorona.
Buona lettura!

Il mare, i fichi e settembre alle porte

31 Ago

Ho trascorso le vacanze nella mia regione, la Campania. Un periodo che, anche se breve, è riuscito a farmi ritrovare la carica necessaria per ritornare alla quotidianità milanese. Prima di tutto il mare. Svegliarsi ogni mattina guardando il mare è un dono davvero prezioso e in questo periodo ho fatto il pieno di cose preziose, semplici, buone e belle.

Ho trascorso alcuni giorni, insieme agli amici di sempre, in Cilento, terra meravigliosa, ricca di bontà: dalla mozzarella di bufala ai fichi, passando per le alici.

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Ho fatto delle scorpacciate di fichi, dolci e succosi e ne ho portati un po’ a casa dei miei, prima di rientrare a Milano. In realtà contavo di preparare delle confetture, ma prendine uno, mangiane un altro, uno alla sorella e l’altro alla nipotina… i fichi sono spariti senza lasciare tracce.

Però, sono riuscita a preparare questo dolce, semplice, profumato e genuino. Ora, può anche arrivare settembre.

Sbriciolata ai fichi

Ingredienti

400 g di farina 00, 150 g di zucchero di canna (più due cucchiai), 120 g di olio extravergine d’oliva, 2 uova, buccia grattugiata di mezzo limone (non trattato), 1 cucchiaino raso di lievito per dolci, 15 fichi bianchi del Cilento, zucchero a velo.

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Procedimento

Mescolare la farina e l’olio fino ad ottenere un impasto sabbioso, aggiungere le uova, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone e il lievito. Mescolare per far amalgamare gli ingredienti, ma non lavorare troppo l’impasto, che dovrà comunque risultare sabbioso.

In una teglia di 24 cm di diametro, mettere un foglio di carta forno e stendere circa la metà dell’impasto sbriciolato. Sbucciare e distribuire i fichi freschi, aggiungere due cucchiai di zucchero di canna e ricoprire con altre briciole di impasto.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° C per circa 35/40 minuti. Far raffreddare e servire la sbriciolata ai fichi cosparsa di zucchero a velo.

San Daniele: quando si dice un prosciutto unico

22 Lug

Ho scoperto quanta cura ci vuole per fare un prosciutto San Daniele e ho imparato a riconoscere quello vero.

Quante volte mi è capitato di fare capolino dietro il bancone di una gastronomia per individuare il prosciutto giusto da compare, ma oggi dopo aver visitato dei prosciuttifici a San Daniele in Friuli, in occasione di Aria di Friuli Venezia Giulia, non ci sono più segreti.

Il San Daniele nella fase di stagionatura

Il San Daniele nella fase di stagionatura

Per prima cosa, il San Daniele Dop si riconosce dalla caratteristica forma che ricorda un violino e dalla presenza dello zampino. Due elementi fondamentali, insieme al marchio del consorzio e ai codici che ne identificano lo stabilimento e consentono una chiara tracciabilità del prodotto.

Insomma, non tutte le cosce di maiale possono diventare prosciutto di San Daniele. La prima condizione è che la materia prima provenga da maiali nati e allevati in 10 regioni del centro-nord Italia (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria). Poi c’è la sapienza e il rispetto della tradizione, alla carne si aggiunge solo sale, nessun additivo o conservante, per il resto la natura e il luogo fanno la loro parte. L’aria che arriva dalle Alpi Carniche incontra i venti provenienti dall’Adriatico, creando quel microclima unico, in grado di consentire  una perfetta stagionatura delle carni.

Il taglio al coltello del prosciutto crudo San Daniele

Il taglio al coltello del prosciutto crudo San Daniele

All’uomo tocca il compito di controllare temperatura e umidità, osservare, annusare, tastare i prosciutti, così come si fa ormai da tre generazioni nel prosciuttificio Prolongo (uno dei 31 produttori riconosciuti dal Consorzio), dove Alessio e Arianna, con il papà Lucio, massaggiano personalmente le cosce di maiale, spalmano il sale, ricoprono la parte senza cotenna, per evitare che secchi, con una protezione a base di sugna e farina di riso, controllano eventuali difetti con quello che oggi è l’erede dell’ossicino di cavallo utilizzato dal nonno Giovanni nel 1957. Insomma, non fanno altro che perpetrare, con i loro gesti, un’antica tradizione, per ottenere quel prosciutto dolce, morbido, che praticamente si scioglie in bocca e che per diventare il migliore, deve seguire rigorosamente il disciplinare di produzione stabilito dal Consorzio.

La familgia Prolongo: artigiani del prosciutto San Daniele da tre generazioni

La familgia Prolongo: artigiani del prosciutto San Daniele da tre generazioni

Un San Daniele deve stagionare almeno 13 mesi, Arianna e suo fratello confermano che il prosciutto ideale deve stagionare tra i 15 e i 18 mesi. Poi, per stabilire se è meglio tagliarlo al coltello o a macchina, bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Tante sono le variabili e alla fine mi pare di capire che è tutta una questione di gusti, oltre che di abilità ed esigenze.

Ombrina candita, ricotta e acqua di San Daniele dello chef Emanuele Scarello

Ombrina candita, ricotta e acqua di San Daniele dello chef Emanuele Scarello

Sicuramente, il prosciutto San Daniele si esprime meglio se gustato in purezza, magari accompagnato da un’ottima mozzarella di bufala Campana (a mio avviso, matrimonio perfetto!) o da fichi, dolci e succosi. Ma, uno chef del calibro di Emanuele Scarello, del ristorante Agli Amici di Udine (due stelle Michelin), riesce a valorizzare la Dop Friulana in maniera straordinaria, anche in ricettazione. Per esempio, realizzando, in occasione di Aria di Friuli Venezia Giulia, un brodo a base di prosciutto crudo San Daniele, una preparazione dal gusto delicato e per nulla scontato, che ha accompagnato un piatto a base di ombrina candita e ricotta.

Risulta evidente che da ora in poi non guarderò più una fetta di prosciutto con gli stessi occhi di prima e non la gusterò senza prima ricordare la terra e le persone che lo producono.

Shrimp Roll

17 Lug

Eccomi con una “ricetta non ricetta”. L’ispirazione è arrivata da qui anche se poi ho apportato qualche piccola variazione, complice il caldo afoso di questi giorni e la voglia di ricreare qualcosa che assomigliasse a un lobster roll.

Qui a Milano è scoppiata la lobster roll mania. Il cibo da strada a base di astice, tipico del Maine, mi sa che sta per prendere il posto degli hamburger gourmet. L’offerta sta diventando interessante.

Questa che vi propongo è un’idea veloce da realizzare, ideale per una cenetta o uno spuntino improvvisato.

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Shrimp Roll: il panino con gamberetti

Shrimp roll

Ingredienti

6 panini morbidi (tipo quelli al latte, lunghi)
250 g di gamberetti sgusciati
2 coste di sedano
2 cipollotti freschi
1 cucchiaino di succo di limone
100 g di insalata
sale
pepe

Per la maionese senza uova
100 ml di latte di soia
100 ml di olio d’oliva leggero (o olio di semi)
succo di mezzo limone
1/2 cucchiaino di senape
1 pizzico di curcuma
1 pizzico di sale

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Dal Lobster Roll allo Shrimp Roll casalingo

Preparazione

Per prima cosa preparare la maionese senza uova. Versare il latte di soia, l’olio, il succo di limone filtrato, la senape, la curcuma e il sale nel bicchiere del miniprimer e azionarlo per circa un minuto. Si otterrà quasi subito un composto cremoso e omogeneo. Metterlo in frigorifero.

Intanto, lessare per qualche minuto i gamberetti sgusciati, (ovviamente i tempi di cottura dipendono dal tipo e dalla dimensione di gamberi o gamberetti utilizzati). Lasciarli raffreddare.

Tagliare a pezzettini il sedano e i cipollotti freschi. Metterli in una ciotola insieme ai gamberetti, condire con un cucchiaino di succo di limone, un pizzico di sale e di pepe e due cucchiai di maionese senza uova. Mescolare bene.

Tagliare i panini e mettere una base di insalata (scegliere quella preferita) lavata, tagliata e asciugata, e aggiungere i gamberetti conditi con la salsa di maionese senza uova.

Respirare Aria di Friuli Venezia Giulia

25 Giu

Imparare l’arte di degustare una fetta di prosciutto, come servirlo e conservarlo al meglio. In pratica, non ci saranno più segreti per chi farà capolino ad Aria di Friuli Venezia Giulia, dal 26 al 29 giugno a San Daniele in Friuli.

Se volete sapere tutto su come riconoscere un vero Prosciutto di San Daniele, se è meglio affettarlo a macchina o tagliarlo a mano, conservarlo intero, a tranci o già affettato, allora questo è l’evento che fa per voi.

In realtà di tratta di un vero e proprio viaggio nel gusto e nella cultura di questa terra. Un calendario fitto di appuntamenti, tra degustazioni enogastronomiche, corsi, visite ai prosciuttifici, ma anche musica e cultura in senso più ampio.

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Un’occasione per conoscere San Daniele, il tempio del Prosciutto friulano e un po’ tutta la zona, con tour negli altri 12 comuni coinvolti, rappresentativi della bellezza e della cultura gastronomica della regione.

La cerimonia inaugurale con il taglio della prima fetta di prosciutto, sarà venerdì 26 giugno alle 19 in piazza del Duomo.

Gli ospiti della manifestazione sono davvero tanti, le piazze della città saranno animate da giovani band di musicisti, mentre ecco gli appuntamenti con la musica d’autore in collaborazione con il festival Collisioni 2015:

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Venerdì 26 giugno, ci sarà il concerto gratuito di Vinicio Capossela allo Stadio Zanussi, mentre Lodovica Comello “Violeta” sarà in P.zza Duomo. Sabato 27 arriva per la prima tappa del suo tour italiano, un’icona della musica internazionale, Bob Dylan (Stadio Zanussi, biglietti TicketOne).  Mentre domenica 28, chiuderà i concerti Caparezza allo Stadio Zanussi (gratuito).

Tanti eventi e incontri con giornalisti, attori e scrittori tra cui Piergiorgio Odifreddi, Paolo Crepet, Gad Lerner, Alessandro Baricco, Niccolò Ammaniti, Philippe Daverio, Valerio Massimo Manfredi, Katia Ricciarelli, Carla Fracci, Ale & Franz e Stefano Accorsi.

Tutte le info sul programma completo le trovate sul sito di Aria di Friuli Venezia Giulia. Per partecipare ad alcuni appuntamenti è necessario prenotare.

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