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La semplicità racchiusa in un Almanacco: Barbanera dei cibi felici

9 Ott

Quand’è che un cibo si può considerare felice? Secondo Barbanera, il più antico Almanacco italiano, un cibo è felice quando è frutto consapevole di un uomo che conosce il tempo e vive in armonia con i ritmi del cielo e della terra. Insomma, il sole e la luna sono sempre presenti nel piatto, con il cielo, il vento, la pioggia. Tutto ciò, dopo 252 anni, giorno per giorno è scandito nel celebre Lunario e Almanacco Barbanera. Pillole di saggezza sempre attuali, che ci riportano indietro nel tempo, ma che continuano ad accompagnare i diversi momenti della quotidianità.

barbanera

Tanti pratici consigli sul buon vivere, in casa, nell’orto, nel giardino e sul balcone, ma anche al lavoro e durante il tempo libero. Questa volta Barbanera è uscito dalle pagine dell’Almanacco ed è diventato una mostra: Barbanera dei cibi felici. Le ortaglie, i campi, il tempo, la luna negli almanacchi. Ideata dalla Fondazione Barbanera 1762, la mostra è allestita nel settecentesco Palazzo Brunetti-Candiotti di Foligno (ingresso libero), città natale dell’Almanacco. Inaugurata a fine settembre, in occasione della manifestazione I Primi d’Italia, è visitabile fino al 15 ottobre 2013.

Foto della mostra "Barbanera dei cibi felici" tratta da https://www.facebook.com/AlmanaccoBarbanera

Foto della mostra “Barbanera dei cibi felici” tratta da http://www.facebook.com/AlmanaccoBarbanera

Un percorso affascinante che sintetizza il rapporto dell’Almanacco con il cibo. Tra  immagini, suoni, sensazioni e luci, grandi e piccini possono esplorare le stagioni, il giorno e la notte, il buono e il cattivo tempo, i giorni di festa e la vita quotidiana. Tanti suggerimenti, proverbi, simboli e usanze che hanno attraversato più di due secoli e mezzo, mantenendo la loro modernità. Infatti, anche nella speciale edizione del Calendario Lunario “Barbanera dei cibi felici”, creato in edizione esclusiva per la mostra (e distribuito gratuitamente ai visitatori), si parla di tematiche attuali e ormai imprescindibili, quali sostenibilità, sana alimentazione e consumo consapevole. Continua a leggere

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E tu come scegli il vino?

8 Apr

La scelta del vino è da sempre legata ai gusti e all’abbinamento giusto con il cibo, ma ho appena scoperto L’AbbinaVino, una app che suggerisce accostamenti creativi e inediti tra vino e situazioni della vita.

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Una diversa lettura della scelta di una bottiglia che prende spunto, per gioco, da un evento, un’atmosfera o una situazione della vita.

Ho scaricato l’app progettata e realizzata da Goodwill Social Mobile, su Google Play Store  (presto anche su Apple Store) e l’ho subito provata, cercando un suggerimento per il vino da bere il giorno del mio compleanno e scoprendo quello più adatto all’umore (Nero d’Avola di Vittoria per chi è arrabbiato e Falanghina del Sannio per gli allegri).

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Ogni scheda fornisce anche alcune utili informazioni tecniche e dritte sugli abbinamenti ai piatti. Adesso voglio scoprire il vino adatto agli appassionati di musica jazz, metal e pop, per poi passare all’arte e allo sport. C’è anche il vino giusto per gli intellettuali o quello suggerito in base al meteo. Perchè sempre più spesso, anche con il gioco e l’ironia si crea conoscenza.

Voi di che umore siete oggi?

 

Il libro blu dello spreco in Italia: l’acqua

18 Lug
Il libro blu dello spreco in Italia: l'acqua. Di Andrea Segrè e Luca Falasconi. Ed. Ambiente Tascabili. 208 pagg., 14 euro

Il libro blu dello spreco in Italia: l’acqua. Di Andrea Segrè e Luca Falasconi. Ed. Ambiente Tascabili. 208 pagg., 14 euro

Ogni giorno utilizziamo grandi quantità di acqua per bere, cucinare e lavare, ma quella che impieghiamo, in modo indiretto, per produrre il cibo di cui ci nutriamo è molta di più. Dietro ai pasti che consumiamo quotidianamente ci sono enormi quantità di acqua: circa 3.600 litri per un’alimentazione a base di carne e 2.300 litri per una dieta vegetariana.
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Cibo vero. Storie di passione per la terra

4 Lug

Cibo Vero è un libro di passioni. Passione per la terra, passione per il lavoro, passione per il mondo in cui viviamo. Tutto ciò è parso molto evidente durante la presentazione a Milano, alla Fondazione Riccardo Catella. Nella pubblicazione ritroviamo le esperienze di chi, in Italia, lavora per produrre cibo in armonia con la terra, gli animali e il paesaggio.

Ci sono, nel nostro paese, agricoltori, allevatori e apicoltori, ma anche persone che le materie prime agricole le trasformano, che con il loro lavoro quotidiano esprimono tutta la passione e la dedizione per il “cibo vero”, quello sognato, pensato, voluto, creato, coltivato e raccolto non per il mercato ma per se stessi, e per gli altri. Continua a leggere

A proposito di frigo… i consigli dell’esperto per conservare al meglio i cibi quando in giro c’è “Scipione”

25 Giu
Carolina Biotti è alla guida del team Food Preservation di Whirlpool

Carolina Biotti è alla guida del team Food Preservation di Whirlpool

Con il caldo estivo ci troviamo tutti a combattere anche con la corretta conservazione dei cibi nel frigo. Ecco qualche utile suggerimento di Carolina Biotti, leader del team dei tecnologi alimentari “Food preservation” di Whirlpool, che spiega come gestire al meglio i cibi nei giorni segnati dall’arrivo del grande caldo. «Abbassare la temperatura di un grado non basta: bisogna anche considerare la disposizione degli alimenti nell’ambiente frigorifero, l’umidità e la composizione dell’aria».«Ogni alimento ha la sua temperatura di conservazione, quindi il suo posto in frigo. Dal basso verso l’alto la sistemazione corretta prevede a 0°C quelli di origine animale che presentano una forte componente proteica (come carne e pesce); a 2°C i frutti invernali (mela, kiwi) e i vegetali a foglie; a 4°C i latticini, le uova e i cibi confezionati; a 7-8°C i frutti tropicali».

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Food 2.0 con Gnammo

29 Feb

Vi racconto di un nuovo social network. Un altro? Qualcuno lo starà già pensando… E invece no. E’ un social eating network, una start up del settore food che mette in contatto aspiranti cuochi, personal chef e appassionati di cucina che potranno incontrarsi fuori dalla rete, mettendo a disposizione le proprie capacità. Gnammo, questo è il suo nome, ha origine dalla fusione di CookHunter e Cookous, nato uno a Torino e l’altro a Bari. Le due realtà hanno deciso di unire gli obiettivi, creando una più stretta relazione tra cibo, socialità e guadagno.

Insomma, buone forchette che incontrano chef per passione, disposti a condividere abilità culinarie, trasmettere e scambiare sapori, ma anche conoscere nuove persone. Gnammo è un marketplace, ci si iscrive sul sito www.gnammo.com , il cuoco pubblica i suoi menu e gli eventi per incuriosire e attirare gli gnammer, che potranno partecipare da soli o in compagnia, nella propria città o in viaggio e poi esprimere un commento. Nasceranno così pranzi, cene, aperitivi, brunch in casa, in terrazza o in giardino, senza limiti alla fantasia e subito nella community si saprà chi cucina meglio l’arrosto o chi è l’ospite più brillante.

Gnammo trattiene una fee su ogni coperto e  garantisce la sicurezza della transazione avvenuta solo ad evento concluso, gli iscritti potranno godere di vantaggi stipulati con partner del settore food&beverage. “Puntiamo al mercato Italiano per testare il progetto per circa 6 mesi – spiega Gian Luca Ranno, co-founder insieme a Walter Dabbicco – una volta validato il modello e fatte le dovute correzioni lanceremo Gnammo anche sul mercato estero, Europa e America”.

Tra qualche settimana sarà possibile accendere i fornelli e mangiare sul serio. “Molto dipenderà dal numero di utenti e di eventi che verranno realizzati dai nostri Cuochi – prosegue Gian Luca Ranno –  abbiamo delle cifre ben chiare in mente ed una strategia di marketing strutturata per ottenere gli obiettivi prefissati, ma per ora non vogliamo sbilanciarci su cifre e numeri”.

Un’interesante esperienza culinaria, che fonde il business e la voglia di socializzare, arriva sul web e sulle tavole. Quando i social network incontrano la buona cucina italiana, nascono idee belle e stimolanti.