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Taste of Milano: 50 chef, 200 piatti e la ricetta per Expo

3 Giu

L’edizione di quest’anno di Taste of Milano, al Superstudio Più dal 3 al 7 giugno, si presenta con delle novità.

Di sicuro è stata un’ottima scelta quella degli organizzatori, di prevedere l’ingresso gratuito, previa prenotazione sul sito in collaborazione con la piattaforma di prenotazioni The Fork.

Un’edizione speciale che vede 5 giorni di festival (non più 4 come negli anni precedenti) con 50 ristoratori provenienti dall’Italia e dall’estero. Ogni chef proporrà quattro piatti e dedicherà una ricetta a Expo.

Gli chef di Taste of Milano 2015

Gli chef di Taste of Milano 2015

Gli chef sono stati invitati a dimostrare la propria anima green, facendo attenzione all’aspetto sostenibile del menu proposto. La ricetta per Expo sarà valutata in base alla cura riservata alla scelta delle materie prime, alla loro trasformazione, alla modalità di trasporto e alle tecniche di lavorazione e cottura degli ingredienti. Cloros, azienda che analizza sostenibilità ed efficienza energetica, stabilirà l’impatto ambientale di ogni piatto, decretando lo chef più green.

Taste of Milano (edizioni precedenti)

Showcooking di una precedente edizione di Taste of Milano

Tra showcooking, corsi di cucina, assaggi e degustazioni alla scoperta del cibo e delle sue interpretazioni, ci sarà spazio anche per i bambini, con un’area kids che prevede laboratori e attività dedicate ai più piccoli.

Cereali spezzati al salto in cornice tricolore – piatto vegetariano dello Chef Francesco Passalacqua, Maccheroni artigianali con sugo espresso di coniglio, ricotta arrostita dello Chef Filippo Saporito, Branzino al vapore con salsa magica dello Chef Wicky Priyan, Zuppetta di ceci neri con cozze, pomodoro giallo e maggiorana della Chef Alice Delcourt, Frittata soffiata, gambero, assenzio e rocher all’aglio selvatico dello Chef Jérémy Galvan da Lione, sono solo alcuni dei 200 piatti proposti. In effetti c’è davvero l’imbarazzo della scelta, però per arrivare preparati, qui trovate tutti i menu con i prezzi dei singoli piatti.

Uno dei piatti proposti nelle passate edizioni di Taste of Milano

Piatto di una precedente edizione di Taste of Milano

A proposito, si paga sempre con i ducati, come gli altri anni. Mentre ci sarà un po’ di spazio in più per l’intrattenimento con lo spettacolo Taste of Amalgama powered by Zelig (mercoledì 3 e domenica 7 giugno).

Occhio agli orari di apertura: Mercoledì 3 e Giovedì 4 Giugno dalle 19.00 alle 24.00, Venerdì 5 Giugno dalle 12.00 alle 15.30 e dalle 19.00 alle 24.00, Sabato 6 Giugno dalle 12.00 alle 17.00 e dalle 19.00 alle 24.00, Domenica 7 Giugno dalle 12.00 alle 17.00 e dalle 19.00 alle 24.00.

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Il Giappone a Expo Milano 2015: non solo sushi

22 Apr

Parliamo ancora un po’ di Giappone. Ovviamente soffermandoci su cosa arriverà nei piatti italiani dall’Estremo Oriente, in occasione di Expo Milano 2015, in collaborazione con JRO – Organization to Promote Japanese Restaurants Abroad.

Il Padiglione del Giappone vedrà, durante i mesi di Expo, 7 ristoranti di cucina tipica nipponica avvicendarsi nelle sue cucine tra gohan, umami e fementazioni.

Ho assaggiato in anteprima da In Kitchen Loft alcuni dei menu che saranno proposti tra pochi giorni. E posso garantire che degustemo delle vere bontà, alcune inedite, altre più rare.

Ristoranti giapponesi a Expo Milano 2015

Ristoranti giapponesi a Expo Milano 2015

Sarà un’occasione davvero speciale per chi vorrà assaporare l’autentica cucina Kaiseki del Ristorante Minokichi, uno dei più antichi e famosi di tutto il Giappone, che ha visto come ospiti da oltre 300 anni i componenti della Famiglia Imperiale. I prezzi per un menu (80-220 euro) non sono proprio economici, ma rappresenta il vero stile giapponese. Numerosi gli ingredienti utilizzati, freschi e di stagione per preparazioni molto elaborate, che richiedono competenze tecniche elevate. L’obiettivo è creare un’armonia di gusti e sapori, una vera e propria arte culinaria basata sulla ricerca dell’equilibrio perfetto.

Sushi, Sukiyaki, Tempura e Rice Burger

Sushi, Sukiyaki, Tempura e Rice Burger

Nella Food Court del Padiglione Giappone ci saranno ristoranti con prezzi più “popolari”, come la catena Mos burger, dove un Hamburger costerà 6-8 euro, mentre il menu 10-12 euro. Non perdete il il rice burger, una vera delizia che vede il riso al posto del pane, ripieno di manzo, salsa teriyaki, pollo, tempura di gamberi.

Il rice burger proposto da Mos Burger

Da non perdere il Rice Burger proposto da Mos Burger

Coco Ichibanya proporrà diversi tipi di Curry Giapponese (9-14 euro), da Kyotaru ci sarà il sushi (15-20 euro), mentre Onigiri, Soba, Udon e Donburi sono le specialità offerte da Sagami con prezzi che vanno dai 5 ai 20 euro. Da Ningyocho Imahan si serviranno fettine di manzo Wagyu Sukiyaki (35-40 euro), accompagnato da verdure e servito in speciali bento box. Anche da Kakiyasu si potrà assaggiare il Wagyu Sukiyaki (35-40 euro) accompagnato dalla tipica ospitalità giapponese “Omotenashi”.

Qui trovate tutte le informazioni sul Padiglione del Giappone a Expo Milano 2015.

Identità Golose 2015: tre chef da nord a sud

23 Feb

L’edizione 2015 di Identità Golose, dedicata a Una sana intelligenza si è legata a doppio filo con il tema portante di Expo 2015, Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Ogni chef, durante il congresso, ha impostato il suo intervento facendo in qualche modo riferimento a questo aspetto.

Ho seguito con curiosità e attenzione tre chef, tre donne che, da nord, passando per il centro, fino ad arrivare al sud, hanno rappresentato un’idea di cucina, chiara e inequivocabile.

Antonia Klugmann ha il suo piccolo ristorante L’argine a Vencò, a Dolegna del Collio (Gorizia). Un luogo di confine dove la cucina risente di questa posizione. “Non far troppo male alla natura, fa bene alla creatività”, con queste parole apre il suo intervento. La cucina di Antonia evita lo speco, sia vegetale che animale, ed è alla costante ricerca di una consapevolezza che non può prescindere dall’importanza della natura e dalla ricerca dell’empatia, anche con il pomodoro. Perché, per realizzare un piatto, è importante partire dalla materia prima, senza dimenticare l’impatto che quest’ultima ha sull’ambiente che ci circonda. E per fare ciò, non è fondamentale lasciare da parte la carne. La chef ha cucinato i nervetti, partendo da un ginocchio intero di manzo, cotto con il succo di nespole, realizzato dalla fermentazione del frutto sull’albero, una tecnica antica che oggi comincia ad essere recuperata. Un’approccio alla cucina decisamente interessante, che la chef riesce a comunicare molto bene e con grande umiltà.

Antonia Klugmann sul palco di Identità Golose 2015 tra Laura Lazzaroni e Paolo Marchi

Antonia Klugmann sul palco di Identità Golose 2015 tra Laura Lazzaroni e Paolo Marchi

L’inedita Identità di Montagna, ha riservato delle belle sorprese, tra cui Nadia Moscardi di Elodia, il ristorante di famiglia che da 40 anni è a l’Aquila, frazione Camarda. Nadia ha portato un pezzo d’Abruzzo con i suoi piatti ispirati al Gran Sasso, tra terra, acqua e fantasia. Nella sua cucina è presente la natura selvaggia, con prodotti preziosi che aiutano a dare nuova vita ai sapori tradizionali. In “Consistenze dell’orto” prepara quella che un tempo era la zuppa cucinata per la suocera dalla futura nuora, a base di patate turchesa, fagioli, ceci e lenticchie abruzzesi con zucchine fritte e tartufo nero dell’Aquila. Un piatto particolarmente bello da vedere e buono da assaporare.

Il secondo piatto presentato a Identità è il coregone di lago con erbe spontanee appena raccolte, dalle mani esperte di un’amica, nei campi gelati dalla neve. Il rosolaccio, i germogli di fiume, il sedano d’acqua, insieme alla pastinaca, un’antica carota tipica aquilana, si uniscono al pesce in un giardino di sapori. Una varietà di sapori tutta da scoprire.

Nadia Moscardi sul palco di Identità di Montagna - Identità Golose 2015

Nadia Moscardi sul palco di Identità di Montagna – Identità Golose 2015

Scendiamo ancora più a sud con Caterina Ceraudo, giovanissima stella Michelin, del Dattilo in Contrada Dattilo a Strongoli (Crotone). L’allieva di Niko Romito, per Identità Piccanti , ha guidato i presenti in un viaggio sensoriale attraverso la ‘nduja. Una piccola lezione di gusto e di passione per la sua sua terra, dove suo padre Roberto si occupa di agricoltura biologica. Caterina ha trovato il giusto equilibrio per la produzione del suo insaccato, composto di sale (2%), peperoncino (30%) e carne di maiale – guanciale, pancetta e lardo (68%). H afatto assaggiare una ‘nduja stagionata sei mesi e un’altra sei anni, per invitare il pubblico a capire le diverse percezioni del piccante. Poi presenta il suo piatto: bottoncini di pasta preparati con la farina Senatore Cappelli, ripieni di crema di mandorle e ‘nduja, in brodo di buccia di patate (perché anche nelle cucine stellate non si butta via nulla), che sprigiona una nota affumicata, mentre l’acidità viene data dal vino Pecorello e dalla barba di finocchio. Il suo è un vero e proprio talento che parte dalla conoscenza della tradizione per spiccare il volo verso la sperimentazione.

I bottoncini con crema di mandorle e 'nduja di Caterina Ceraudo

Bottoncini con crema di mandorle e ‘nduja di Caterina Ceraudo

Sul palco di Identità si sono susseguiti gli interventi di ben 12 donne, tra le quali Loretta Fanella, Daniela Cicioni, Femke van den Heuvel, Bo Songvisava, Francesca Morandin, Federica Racinelli, Marianna Vitale, Viviana Varese e Roberta Pezzella.

Mi piaceva sintetizzare la loro presenza in un ideale percorso di cucina, sano e intelligente, che da nord a sud attraversa un paese ricco di materie prime speciali, di competenze e creatività inestimabili, che lavorano divise tra passione e fatica.