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Wine&TheCity: a Napoli tra buon bere e creatività

5 Mag

Un giro in vespa tra vigne metropolitane, un picnic stellato, una degustazione di vino in alto mare o durante una performance artistica. Se almeno una di queste cose solletica la vostra curiosità, allora non potrete che soddisfarla a Napoli, in occasione dell’ottava edizione di Wine&TheCity, l’evento che lega a doppio filo creatività e buon bere.

Wine&TheVespa i vintage tour di NapolinVespa per Wine&Thecity

Wine&TheVespa i vintage tour di NapolinVespa per Wine&Thecity

Contaminazione, nomadismo, convivialità sono le parole chiave che, dal 6 al 20 maggio, animeranno oltre 100 appuntamenti e degustazioni itineranti nei palazzi storici, nelle case private, negli atelier di artisti, nei negozi, negli alberghi, nelle gallerie d’arte, nelle pizzerie e nei ristoranti partenopei.

All’insegna degli incroci tra i generi, sabato 9 maggio si parte con il Picnic&TheCity, la colazione sull’erba di Marianna Vitale, chef Stella Michelin di Sud Ristorante. Un picnic gourmet con bollicine Franciacorta Docg sui prati dello storico Circolo della Staffa – Scuola Napoletana di Equitazione.

Il picnic "stellato" con Marianna Vitale

Il picnic “stellato” con Marianna Vitale

Il 12 maggio, il Pan – Palazzo delle Arti di Napoli, inaugura ufficialmente il circuito degli aperitivi con la partecipazione straordinaria del Coro Giovanile del Teatro San Carlo diretto dal maestro Carlo Morelli.

Dal 13 al 16 maggio, in più di 100 negozi troverete sommelier e vini di oltre 80 aziende vinicole per aperitivi on the road nei quartieri Chiaia, Centro antico e Vomero. Il 13 maggio sulla facciata di Castel dell’Ovo, sarà proiettata la video installazione di Caterina Arciprete “Transition Point” realizzata apposta per Wine&Thecity.

Le degustazioni itineranti

Le degustazioni itineranti

Il 15 e 16 maggio nella stazione Toledo della Metropolitana di Napoli, che il The Daily Telegraph ha definito la più bella d’Europa, TeatrinGestAzione mette in scena OUT OF ORDER, un’installazione performativa realizzata per l’occasione e a cura di Simona Perchiazzi, con 15 attori in dialogo con lo spazio di transito e la suggestione del luogo.

Il 16 maggio un’incursione del Teatro dell’Anima, dalle 11 alle 12, sorprenderà i viaggiatori della Funicolare di Chiaia in viaggio dal Parco Margherita a via Cimarosa.

Questi sono solo alcuni degli appuntamenti della rassegna diffusa, ideata nel 2008 dalla giornalista Donatella Bernabò Silorata. Il programma completo, in costante aggiornamento, lo trovate cliccando qui.

 

 

 

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Tutti pazzi per il tarallo ‘nzogna e pepe: street food made in Naples

17 Ott

Tra foodie, ci si scambia informazioni, consigli e ghiottonerie. Da quando vivo a Milano ho creato un gruppetto di appassionati del tarallo napoletano ‘nzogna e pepe.

Praticamente, ogni volta che rientro da Napoli devo portarne qualche chilo da smistare agli amici golosi. Insomma, non posso tornare a mani vuote. E allora ho deciso di parlavi di uno dei miei fornitori di fiducia, tappa fissa prima di prendere un treno o un aereo diretto a Milano.

taralli napoletani

I taralli li compro da Leopoldo, un marchio che ha una storia radicata nella tradizione cittadina. Un’azienda che nel corso degli anni si è evoluta e trasformata, partendo dalla produzione di taralli fino ad arrivare ai dolci e alle paste fresche. Oggi i figli e i nipoti del tarallaro Leopoldo Infante gestiscono un’azienda di famiglia in costante evoluzione.

Leopoldo Infante junior inaugura a Spaccanapoli (il 23 ottobre), nel centro storico della città, un nuovo punto vendita: Leopoldo di Leopoldo Infante. La tradizione del tarallo ‘nzogna e pepe, street food partenopeo, è sempre molto forte, ma assume una connotazione più contemporanea.

Dal forno di Leopoldo Infante escono i taralli napoletani a base di strutto e pepe, tempestati di mandorle intere, lavorati ancora oggi rigorosamente a mano. In tarallo nasce come cibo da passeggio, ma oggi si trasforma anche in aperitivo per accompagnare delle bollicine campane.

Nella nuova sede del centro storico di Napoli, lungo il Decumano inferiore, più noto come Spaccanapoli, all’angolo con Piazza San Domenico Maggiore, il nuovo cafèbar Leopoldo spazia la sua offerta dal dolce al salato e proporrà una novità, il Tarallo all’olio d’oliva. Sono davvero molto curiosa di scoprire questo nuovo prodotto, voluto per andare incontro anche alle esigenze di chi segue una dieta vegetariana.

Un po’ di storia. Dal ‘700 il tarallo ne ha fatta di strada. Da cibo povero, trasportato dal tarallaro in apposite ceste, nato per recuperare i ritagli di pasta di pane con l’aggiunta di un po’ di strutto (‘nzogna) e di pepe nero, si è poi arricchito agli inizi dell’800 con l’inserimento delle mandorle, per diventare uno “sfizio” da abbinare a birra o vino. E ancora oggi gode di ottima salute!

 

Pasta e patate con la provola. Ecco il mio comfort food

9 Apr

Mi è stato più volte chiesto quale fosse il mio comfort food. In realtà, in questa intervista per il Corriere del Mezzogiorno online di qualche tempo fa, ne parlo di uno in particolare. Ma, a pensarci bene, i miei comfort food sono davvero tanti.

La pasta e patate con la provola, rigorosamente con la pasta mista, è uno di quei piatti che mi fa pensare subito a casa, alla mia città. Ritorno con la memoria a quando durante il periodo universitario frequentavo Nennella, una trattoria tipica napoletana, nei Quartieri Spagnoli, dove questo piatto era ed è un must.

La semplicità e quel gusto tutto partenopeo che voglio portare sempre con me…

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A Carnevale ogni dolce vale…

2 Mar

Per festeggiare il Carnevale quest’anno non ho preparato le chiacchiere, ho preso un libro di qualche anno fa e sfogliandolo ho trovato la ricetta del migliaccio dolce. Un dolce antico della tradizione napoletana e campana. “Il nome deriva dal primitivo ingrediente, la farina di miglio,  – spiega Lejla Mancusi Sorrentino, giornalista esperta di gastronomia e autrice del libro La dolce Italia – sostituito successivamente da semolino o farina di mais“.

Migliaccio dolce

Ecco la ricetta del libro, dimezzata nelle dosi e con una piccola licenza.

Migliaccio dolce

Ingredienti

150 g di semolino, 1/2 l di latte, 150 g di zucchero, 3 uova, 200 g di ricotta, 50 g di scorza di cedro e arancia candita, 50 g di uva passa, 15 g di pinoli, vaniglia, buccia grattugiata di un limone e un’arancia, zucchero a velo, olio extra vergine d’oliva, un pizzico di sale, acqua.  Una manciata di confettini colorati e mezzo bicchiere di rum (due ingredienti aggiunti da me rispetto alla ricetta originale).

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Procedimento

Stemperare la ricotta con lo zucchero, unire i tuorli d’uovo, i canditi, l’uvetta (messa precedentemente a mollo per 10 minuti nel rum), i pinoli, la buccia grattugiata dei due agrumi e la vaniglia (i semini di mezza bacca). Portare ad ebollizione il latte con 125 ml di acqua e un pizzico di sale, versare a pioggia il semolino e cuocere per alcuni minuti mescolando di continuo  per evitare grumi.

Una volta raffreddato il semolino, unire la ricotta e gli albumi montati a neve ferma e versare il composto in una teglia (di circa 22 cm) unta d’olio. Cuocere in forno caldo a 180° per circa un’ora, fino a quando la superficie sarà dorata. Servire il dolce cosparso di zucchero a velo e confettini colorati.

E se arrivasse uno charcutier direttamente a casa vostra…

30 Dic

Voglio raccontarvi belle iniziative che accadono nella mia città (Napoli, per chi ancora non lo sapesse). Dopo aver parlato del progetto Cortese Way, questa volta vi racconto di Salvatore Cautero e della sua bottega Caseari Cautero.

Di chi, con passione e competenza, lavora ogni giorno in una città difficile e nella sua boutique del gusto, dal 1997, seleziona bontà provenienti da tutta la Campania e da altre regioni d’Italia, con qualche incursione anche in Europa. Ma la sua è una tradizione di famiglia, che nasce all’inizio del secolo scorso e prosegue ancora oggi, con l’importazione e la lavorazione del baccalà dal Nord Europa.

Salvatore Cautero nella sua bottega

Salvatore Cautero nella sua bottega

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Cortese Way: quando i bei progetti partono da Napoli e arrivano lontano

4 Nov

Sul presepe napoletano sono arrivati anche gli chef, novelle star del firmamento televisivo ed editoriale.  Ad avere l’idea è stato l’imprenditore-gourmet (napoletano) Maurizio Cortese, che ha affidato il lavoro a Marco Ferrigno, maestro artigiano di San Gregorio Armeno. Il primo presepe al mondo composto dai volti dei grandi interpreti della cucina italiana, che sarà aggiornato di anno in anno, ha accompagnato la presentazione di Cortese Way, il bel progetto di Maurizio Cortese, che coniuga la cultura del viaggio con quella della gastronomia.

Il Presepe degli Chef realizzato da Marco Ferrigno

Il Presepe degli Chef realizzato da Marco Ferrigno

Cortese Way è un portale multilingue (sette) che mette a disposizione il proprio bagaglio di conoscenze, rivolgendosi a viaggiatori sia italiani che stranieri, attenti al bello e al buono che una terra, come la Campania, può offrire.

Maurizio Cortese con lo chef Alfonso Iaccarino

Maurizio Cortese con lo chef Alfonso Iaccarino

Maurizio Cortese, ha avuto il privilegio – come lui stesso racconta –  di trascorrere molto tempo nelle cucine del  Don Alfonso 1890:  “L’amore per la mia terra, la profonda passione per l’alta cucina nata quando, fin da ragazzino, frequentavo la cucina di Alfonso Iaccarino, mi ha spinto a condividere questo bagaglio di esperienza, con quanti cercano il bello, il buono e l’autentico nella vita”.

Un’ottima premessa per chi si propone come canale preferenziale per far conoscere e scoprire il meglio delle eccellenze di un territorio ricco di grandi chef, ma anche di piccoli artigiani, casari, allevatori, maestri pizzaioli, pastifici e case vitivinicole.

Il Presepe degli Chef: Alfonso Iaccarino e Ciccio Sulatano

Il Presepe degli Chef: Alfonso Iaccarino e Ciccio Sulatano

Antonino Cannavacciuolo, Ciccio Sultano, Andrea Breton, Carlo Cracco, Massimo Bottura e tanti altri, tra cui anche critici enogastronomici, troneggiano, in versione ironica, sul presepe che, dopo il successo della presentazione napoletana, farà tappa a Roma da sabato 9 fino a mercoledì 13 novembre all’Open Colonna – Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Intanto, Maurizio Cortese, con l’ospitalità tipica partenopea, è già pronto ad accogliere i suoi primi ospiti, per una personal food experience che li porterà ad imparare anche come si prepara il ragù, la genovese o una vera pizza napoletana.

La Dieta Mediterranea torna idealmente a casa sua

23 Ott

La Dieta Mediterranea, riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco nel 2010, torna idealmente a casa per qualche giorno, a Pollica (nel Cilento), in occasione dell’evento MedDiet Origins (sabato 26 ottobre alle 10). Una giornata di approfondimento sul tema della Dieta Mediterranea presso il Centro Studi Dieta Mediterranea – Fondazione Angelo Vassallo di Pollica, che si aprirà con il convegno “Alle origini della Dieta Mediterranea”.

Proprio in questo splendido paesino del Parco Nazionale del Cilento, il biologo, fisiologo e nutrizionista statunitense, Ancel Keys, dimostrò per primo e in maniera scientifica l’efficacia della Dieta Mediterranea. Negli anni ’50 Keys visse e condusse i suoi studi, dimostrando come le abitudini alimentari di quell’area, associate ad uno stile di vita non sedentario, avessero effetti benefici sullo stato di salute.

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Questo è il secondo dei cinque grandi eventi del progetto “Mediterranean Diet and enhancement of traditional foodstuff – MedDiet”, dedicato alla promozione e valorizzazione dei prodotti agro-alimentari e dello stile di vita mediterraneo, un progetto che coinvolge altri 5 Paesi del Mediterraneo (Egitto, Grecia, Libano, Spagna e Tunisia).

Dal 24 al 26 ottobre Napoli e Pollica ospitano tre giorni di confronto, cooking show, mini corsi di assaggio e degustazioni gratuite di prodotti tipici locali che appartengono alla Dieta Mediterranea.

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